Una cosa bella per te / 2

(Una cosa bella per te è un mini percorso che ho inviato con la newsletter qualche tempo fa. Ho deciso di ripubblicato sul blog le varie e-mail inviate in modo che tutti possano avere una cosa bella quando ne sentono bisogno.)
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Per questa Cosa Bella ho pensato di portarti a visitare con l’immaginazione un posto magico, evocativo, a volte pauroso e tutto sommato vicino a casa visto che si trova in Italia: il Bosco Sacro di Bomarzo
!

“Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua ove tutto vi parla d’amore e d’arte.”

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Il parco dei Mostri di Bomarzo, o Bosco Sacro, si trova in provincia di Viterbo a Bomarzo ed è un’esperienza unica.
Bomarzo è un borgo del Lazio alle falde del Monte Cimino e possiede un’opera unica al mondo: la Villa delle Meraviglie chiamata anche Sacro Bosco.
Il bosco rigoglioso, le strade, le scale, i corsi d’acqua, le felci accolgono una grande visione che arriva a noi intatta dal 1500.

Il “proprietario” del sogno (o dell’incubo) è il principe Pier Francesco Orsini che incaricò della sua costruzione Pirro Ligorio “solo per sfogare il cuore“ rotto (pare) per la morte della moglie Giulia Farnese. bomarzo_bassabomarzo_3_bassa

Mettere piede nel Bosco Sacro è come addentrarsi nella mente di un uomo, il verde lussureggiante nasconde e rivela sfingi, mostri, bocche piene di denti, elefanti che aggrediscono uomini, draghi, sirene scolpite nei massi di peperino che affiorano dal terreno. 

Non sono visioni mute, molte volte troviamo incise frasi che ci esortano a meravigliarci, abbandonarci e vivere completamente l’esperienza di questi sogni di pietra.
Una casetta pendente, un tempio funerario, fontane, obelischi ci aspettano. I criteri iconologici sono tuttora un mistero anche per gli studiosi, è un autentico labirinto di simboli che ci avvolge passo dopo passo.

Dopo la morte di Vicino Orsini nessuno si curò più di questo luogo che ha conosciuto secoli di abbandono per poi ispirare intellettuali e artisti come Goethe, Salvador Dali.

Da sempre l’uomo ha sentito l’esigenza di “sfogare il cuore” e vedere cose belle ma anche misteriose, di meravigliarsi e anche di spaventarsi! bormarzo_poster_bassa

Io ho visitato Bomarzo diversi anni fa e conservo nel cuore un ricordo pieno di stupore.
Mi piacerebbe tornarci in autunno quando il bosco si veste di oro e rosso.

Come faccio spesso, o facevo prima delle mie bertucce, non ho scattato foto del Bosco Sacro (quelle che ci sono non le ho scattate io) ma ho disegnato quel che mi ha colpito su un taccuino.

Ho scoperto che da quando disegno quel che vedo al posto di fotografarlo me lo ricordo meglio, devo fermarmi a osservarlo, non posso essere distratta.

Se puoi vai a Bomarzo e crea il tuo diario, volendo puoi farti aiutare dai bambini (se non hai figli magari hai nipoti o figli di amici) che hanno meno paura del foglio bianco! Create un diario collettivo della giornata con i disegni, i biglietti d’ingresso e qualche foglia e fiore raccolto qua e là.

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