Ho visto della gente sola, era tutta in compagnia.

Ho visto della gente sola,
era tutta in compagnia.

Coppie, famiglie e amici
in pasticceria
a ordinare:
un cappuccino, una crostata
e 20 minuti di parole,  grazie.
Ho una domenica sullo stomaco
da terminare”.

Finito lo stadio, finito di pulire,
finita la spesa, finite le commissioni,
finiti i bagordi, finite le cene
non rimangono che le persone
e le loro pene.

Vi presento la Pasticceria delle Ore Tristi:
costruita amorevolmente nella zona industriale,
stretta tra un sexy shop e un rivenditore di automobili,
fa sfoggio del suo miglior arredamento
per far dimenticare la strada a tre corsie
che ha di fronte.

Ci riesce bene:
abbiamo altro a cui pensare.

La cameriera,
con l’eyeliner fin sulle sopracciglia,
si rivolge a Occhi Vuoti:
Le parole non sono pronte,
si gusti cappuccino e crostata.
Tra poco sarò di ritorno
con le migliori banalità di giornata:
premasticate, facili da digerire,
senza glutine e lattosio,
basta solo che la smetta di sbuffare!”

“Cara, dobbiamo attendere un altro po’
e finalmente avremo di cui parlare!”.
Occhi Vuoti si rivolge a un punto imprecisato nella sala.

La moglie è sollevata, non sapeva più cos’altro guardare.
Mentre stava lì ad aspettare il termine delle ore
pensava che era colpa della pochezza della domenica:
gli impegni diradati, i negozi chiusi,
solo l’Ikea li avrebbe potuti salvare.
Ma c’erano già stati ieri.
Fortunatamente la serata sarebbe stata sollevata
dalla programmazione tv.
Basta sopravvivere alle ore preserali,
è per questo che hanno inventato l’aperitivo, no?

Qua e là si masticavano bocconi
che si sarebbero detti di veleno.

Qua e là si sarebbero potute sostituire persone
e nessuno se ne sarebbe accorto,
tanto poca era l’attenzione prestata.

Qua e là si sarebbero potuti sostituire cellulari
con il telefono parlante di Topolino
e avreste potuto assistere a una rivolta con la R maiuscola.

Chi cerca un monitor con un ritaglio di partita,
chi, con lo sguardo, vaga smarrito per la sala,
chi fissa piatto, tazza, bicchiere
senza trovare nemmeno una mosca di cui lamentarsi.
Un capello.
Un qualsiasi, dannato, piccolo insetto.
Chi cerca di entrare, anche fisicamente,
nel tablet che ha sotto il naso,
senza riuscirci.

Alle Pasticceria delle Ore Tristi
Si viene per mangiare un’ottima fetta di dolce;
sorseggiare raffinato the nero, scelto da un listino impaginato con gusto;
sperimentare il nuovo caffè alla nocciola, detto nocciolino.

Non si viene per parlare.

Non fate questa sciocchezza alla Pasticceria delle Ore Tristi.
La domenica pomeriggio è già così difficile da superare
Senza dover sentire il vostro piacere nel conversare,
il vostro sorriso sulle labbra e chissà,
sarete anche così svergognati da tenervi per mano.
Ma, soprattutto, non guardatevi:
abbiate il pudore di fare queste sconcezze a casa vostra.

pasticceria

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