Essere scienziate della meraviglia, precise nello stupore, attente nell’indagare la bellezza

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Mio papà mi ha insegnato a essere scienziata della meraviglia, precisa nello stupore, attenta nell’indagare la bellezza

Lui è, forse, il più grande cercatore di meraviglia e bellezza esistente. Da lui ho imparato a osservare con minuzia e precisione quel che mi stupisce e mi riempie di gioia.

Quando si parla di Cose Belle spesso le persone dicono: “non è accaduto nulla di bello”, “è una settimana terribile” e posso ben capire che ci sono giorni in cui tutto sembra oscuro e inospitale. 

Ed è proprio in questi giorni, mi ha insegnato papà, che possiamo attingere a una bellezza e una bontà che ha poco a che fare con noi e ma che esiste a prescindere da noi: è il mondo, la natura, la cultura.

Possiamo attingere a questa bellezza a patto di saperla vedere nel mondo e di saperla apprezzare.

Le Cose Belle di cui parlo spesso altro non sono che i semi ricevuto da papà che ha sempre trovato un motivo per meravigliarsi e incantarsi della natura, nonostante la vita sia stata spesso dura con lui.

Anche durante i momenti peggiori, anche dopo le giornate di lavoro faticoso, anche ora che la malattia gli ha strappato interi decenni, competenze, abilità e molte parole, riesce a incantarsi di fronte al mondo. Riesce a dedicare un’attenzione esclusiva e potente a un piccolo passerotto, all’acqua del fiume, a una casa minuscola che si intravede lontano.

Ho capito, osservando lui, che il segreto è non essere superficiali quando si osserva la bellezza ma andare in profondità fini a immergersi. Del canto di un merlo ascoltare la melodia, rombare a fischiettarla, osservare il piumaggio, il modo di saltellare, dove ha il nido. Del profilo delle montagne conoscere ogni cima, come la luce cambia durante le stagioni e le ore della giornata. Di un bosco elencare ogni tipo di albero, se giovane o vecchio, come ha la chioma, passare una mano sulla corteccia.

Essere precisi nella meraviglia, questo ho imparato da lui e andare a cercare ogni dettaglio, di ogni sfumatura. Solo così sentiremo dentro noi il ristoro di una grande bellezza che esiste ovunque e sempre, di cui facciamo parte ma che non è solo nostra.
Sposteremo l’attenzione dall’io al mondo e ci accorgeremo che c’è sempre qualcosa di meraviglioso
.

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