Dare spazio al buono di emergere

Tenere lo sguardo rivolto al buono non è soltanto uno strumento di prevenzione per non consumare i nostri telomeri, i biomarcatori legati all’invecchiamento precoce.
Non è solo un modo per salvarsi dal reflusso gastroesofageo e dello stress.

È dare SPAZIO al buono di emergere, come la panna affiora dal latte.

Sei anni fa organizzavo laboratori per grandi e piccoli di colore e meraviglia, così ci spostavamo spesso in auto per raggiungere librerie, circoli e associazioni in altre città.
Un sabato, a Modena, non facemmo in tempo ad arrivare che la mia panda cartazucchero si spense per non riaccendersi più!
The show must go on, così iniziai ad allestire per il laboratorio come se nulla fosse, mentre Giorgio cercava disperatamente un meccanico il sabato mattino.

Quando sono in mezzo a un laboratorio non penso più a nulla, in quel momento sono felice.
Un po’ meno quando, poco dopo, Giorgio mi si avvicinò bisbigliando: “la macchina è rotta, il pezzo va ordinato, dobbiamo tornare in treno”.
Sorrisi e proseguii a propinare colori ed esercizi di meraviglia ai partecipanti.

Finiti i due laboratori (eh si, erano ben due!) prendemmo il treno per Bologna, ormai era sera e fino a Perugia era impossibile arrivare. Trovammo un albergo e dormimmo lì.
Odio rovinarmi le giornate, specie se sono a spasso e non è necessario, per cui scelsi di guardare il buono: una domenica inaspettata a Bologna. Certo un po’ costosa!

Il giorno dopo, seduta a terra in Piazza Grande, iniziai a scrivere su un quaderno, acquistato per l’occasione: “Esercizi di Meraviglia: esercizi per coltivare il bello, cambiare punto di vista e allenare la fantasia”.

Mi sembrava tempo regalato, come se tutto mi sussurrasse che era ora di creare un quaderno di esercizi creativi.
Era da tempo che cercavo di tradurre i laboratori di colore e meraviglia in un quaderno ma non sapevo come fare.
Avevo dei vincoli, viste le esigue finanze potevo permettermi di stampare solo un quaderno in bianco e nero e dovevo creare un esercizio a metà, che permettesse a qualcun altro di aggiungere la sua creatività alla mia.

Sono ormai 6 anni che Gli Esercizi di Meraviglia fanno parte del catalogo dei quaderni Burabacio e sono tuttora in vendita. Nel corso degli anni li ho modificati, ho aggiunto quasi il doppio delle pagine, ma poco è cambiato dello spirito iniziale.

E se quel giorno avessi deciso di arrabbiarmi tanto, di guardare solo la sfiga di una macchina rotta lontano da casa e la spesa del meccanico?
L’avrei ricordato solo come un brutto fine settimana.

Invece, quel giorno, decisi di guardare il buono e di dare spazio a quel buono, di lasciarlo parlare, fermentare, affiorare e ricordo quei due giorni con gratitudine.
Forse senza quello stop forzato a Bologna non mi sarei mai messa a scrivere gli Esercizi di Meraviglia, avrei avuto sempre qualcosa di più importante da fare.



(La domenica sera tornammo a casa con blablacar, la macchina la recuperammo la settimana successiva e il costo della sostituzione del pezzo è stato circa 1/3 dello stipendio da dipendente dell’epoca!)

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