Perdere tempo per guadagnare tempo

Meal prep, menù settimanale, monitoraggio del tempo, efficienza estrema, sono ottimi alleati per chi ha una vita piena.
Eccomi, sono la classica persona che potrebbe beneficiarne e in parte lo faccio: un lavoro, due figlie di 4 anni, volontà di fare sport e mangiare sano, genitori da seguire, varie ed eventuali.

Eppure la mia testa urla, vuole accaparrarsi il diritto di poter sprecare del tempo, di non dover programmare ogni singola cosa. Perdere tempo per guadagnare tempo, per lasciare spazio all’imprevisto.

Non c’è giudizio alcuno per chi invece trova la sua dimensione in una perfetta e minuziosa organizzazione ma questa non è la mia via.
Nelle gabbie delle molteplici to-do list non trovo rassicurazione, mi sento prigioniera.

Ci studi accurati per capire come ottimizzare, recuperare, scomporre slot di tempo per essere produttivi e poter fare tutto quel che si vorrebbe nelle nostre giornate sempre troppo affollate. Però la mia testa urla, che ci posso fare?

Ho paura che sulla mia lapide venga scritto: “non ha mai sprecato tempo, ottima programmazione anche per il decesso”.

Sono quel tipo di persona che ogni tanto vuole perdersi, sbagliare, trovarsi senza cena e vedere come va.
Come potrà andare, direte voi.
Che vi devo dire, sull’imprevisto danzo bene, sulla scacchiera dell’organizzazione mi manca il fiato.

Spesso, messa nell’imprevisto, mi viene un’idea che da sola vale tutto il resto
oppure scopro che non è così fondamentale quella cosa che credevo importantissima.
Altre volte maledico il mio volermi organizzare fino a un certo punto.
Però mi piace essere sorpresa, mi piace perdere un po’ il controllo, non come una barca in balia di una tempesta, sia chiaro, più come il seme del dente di leone che al vento s’affida per arrivare lontano.

Per essere onesta una mia piccola organizzazione la possiedo, sia per quel che riguarda la casa, i pasti e il lavoro ma rimane piccola e limitata, proprio per preservare uno spazio di non organizzazione.


Ho un compromesso stipulato tra me e me di quanta organizzazione posso sopportare per non sentirmi canarino dentro una voliera.
Così, ogni tanto, mi perdo e spreco del tempo produttivo per diventare quasi inutile.
Perdo del tempo per recuperare un tempo magico.
Vento, dove mi porterai?
Mi piace pensare che posso anche essere inutile e felice, che il mondo va avanti anche senza di me, che ogni tanto posso fermarmi e osservare l’incanto, a volte bello a volte crudele, del mondo.

Forse è questo che ho paura, ho paura di perdermi il mondo mentre corro a testa bassa per fare TUTTO QUEL CHE DEVO FARE.
Sulla lapide scriverò: “Niente to-do list ma opere di bene (se vi avanza un fiore che sia un fiore di campo o un’erba infestante)”

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