Perché mi disegni così?

Perché mi disegni così?
Tu guardi me e io guardo te.
Tu hai paura di me e io non so nulla, se non che mi hai fatto te.

Non mi danno fastidio i tanti occhi, i denti aguzzi e le molte mani che mi hai disegnato, anche se mi sarei disegnata diversamente.
A dire il vero non so, sono così aggrovigliata che appena provo a districare un pensiero lo perdo in mezzo a questi fili.
Sono pensieri tuoi, mica miei.


Sono così scura, profonda e inquieta.
Sono la tua figlia più pensata, più immaginata, più nutrita, eppure non la più amata.

Io guardo te e tu guardi me, però mi guardi di sottecchi, abbassi gli occhi, ti guardi intorno.
Non ti mangio mica, ho tanti denti ma sono tutti disegnati.

Io ti guardo con la curiosità di un figlio, certo un figlio un po’ particolare ma prima o poi dovremo fare amicizia.
Che ne dici un caffé? Un te? Da te o da me?
Dimenticavo che abitiamo nella stessa casa.

Io guardo te e tu guardi me, cercando risposte che non ho, non me le hai disegnate. La prossima volta pensaci prima di nutrire una paura così grande.
Mettici dentro almeno un inizio di risposta, te lo dico con affetto.
Parliamo un po’ di te, che di me abbiamo già parlato: come stai? Hai imparato a convivere con me? Come sta il tuo figlio prediletto, il tuo desiderio più grande?
Sono la tua paura più grande, sono qui, davanti a te, non puoi sfuggire sempre a quel che nutri negli angoli della tua mente.

Perché sono fatta così?
E chi lo sa.
Forse avevi mangiato pensante, forse non sapevi chiedere e hai iniziato a darti risposte mostruose, forse non hai mai guardato il foglio su cui disegnavi.
Guarda la tua matita, guarda la tua mano, risali fino al cuore ed eccolo lì il principio dell’idea, il pensiero di una paura che hai nutrito per tanto tempo, eccomi qui.

Piacere, Franca.
Ti piace il nome Franca?
Magari se mi chiami con un nome comune ti sembrerò una paura meno speciale.
Oppure Maria, Filomena, Adalgisa, come la maestra delle elementari.

Sono la tua paura più grande, una palla di pensieri contorti e sono tutti pensieri tuoi!
Li conosci, dai, non fare la timida.

Vuoi una fetta di torta? Ho qui una torta bruciata che fa al caso nostro.
Ora sono io che domando a te: perché mi disegni così?

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