Il Primula tour

La primavera è alle porte, urla la primula con il suo giallo abbagliante.
Da piccola, coi miei genitori, facevamo il PRIMULA TOUR nei boschi: andavamo in cerca delle tracce della primavera che verrà. Osservavo le primule incantata e chiedevo di poter consumare un intero rullino di fotografie per immortalare ogni petalo giallo.
Fa nen rii (non far ridere) rispondeva mia madre.
C’era una precisa ritualità stagionale da rispettare, ogni mese possedeva caratteristiche uniche da celebrare.

SI ANDAVA IN CERCA DI
Si andava in cerca di mughetti, ancora ricordo la radura in mezzo al bosco in Fisca in cui ne trovammo tantissimi. Il bosco era ombroso e umido e i mughetti abbaglianti, il profumo era così forte da stordirci.
Si andava in cerca di funghi cantando “quel mazzolin di fiori” a più cori ed eravamo tutti stonati.

Mia nonna Maria diceva che i funghi troppo piccoli per essere raccolti non andavano guardati troppo altrimenti non sarebbero più cresciuti.
Cercavamo le “crave” rosse e quelle marroni (i porcini meno pregiati) che crescevano in un luogo chiamato Accampamento, tra l’erica e le betulle.
Cercavamo le famiole (famigliole) che vivevano abbracciate dentro al torrente Altusac, ora in parte interrato.
Prataioli e petti del lupo crescevano nei prati dei miei nonni paterni, partivo con nonna Maria munite di sacchetto.

Si andava in cerca di castagne e la sera, mentre mio padre le arrostiva dentro un congegno di sua invenzione, mio fratello e io ci sfidavamo con legnetti arroventati.
Poi mia nonna ci faceva la zuppa di castagne, latte e riso e io mi pentivo di averle raccolte.

Andavamo in cerca di aglio e cipolla selvatici e divenni così brava a riconoscerli da portarne a casa in gran quantità. Un anno li usai persino per confezionarmi un costume di carnevale puzzolentissimo.

Andavamo in cerca di “livertin” (i germogli di luppolo) per farci frittate e mio padre mi spiegò come riconoscere il livertin vero dal falso sentendo il gambo. Se il gambo è ruvido allora si tratta di quello vero, se è liscio non è altro che un impostore.

Si andava in cerca di violette, quelle che nascevano dopo il taglio del granturco.


Si andava in cerca di fragole selvatiche nel bosco dietro casa dei nonni, cercando di battere in velocità i nipoti dei vicini di casa. Tutto inutile, ogni volta trovavamo l’intera zona quasi del tutto pelata dalle fragole.
A noi rimanevano solo le fragoline cattive a guardarci, quelle insolenti che girano all’insù.

E poi si andava in cerca dei fiori d’acacia da friggere, anche se li mangiavo sempre crudi.

Si andava in cerca dei fiori del trifoglio e delle pannocchie ancora morbide e le mangiavo appena colte, senza nemmeno arrostirle.


Si andava in cerca dei fiori di malva da far seccare per i mal di denti e poi di una gran quantità di fiori e frutti che non saprei bene descrivere. Tipo dei germogli pelosi che mia madre adorava, così che sul tavolo del soggiorno spesso campeggiava un bouquet di palle di pelo di gatto.


Mi piacerebbe saper trasmettere anche solo una piccola percentuale di questo rapporto con la natura alle mie figlie, per questo andiamo nei boschi, osserviamo i fiori e percorriamo le strade lungo il fiume.
Chissà, magari un giorno troveremo la pianta delle palle di pelo di gatto, sarebbe un PALLA DI PELO TOUR indimenticabile.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. La “pianta delle palle di pelo di gatto”, dovrebbe essere il salice selvatico (quello col quale si fanno anche i cesti).
    anche in nergamasca li chiamano “micì” (micini), so che nei paesi dell’Europa dell’Est li usano al posto dei rami di palma o di ulivo la domenica delle palme!
    Io, che potrei esserti mamma/zia, andavo per i prati, come te . . . ma almeno una pianta all’anno di primule me la riportavo a casa, per la mia parte di giardino . . . ora, nella giungla che chiamiamo prato, ho le violette che crescono da sole, ho provato a ripiantare le viole dei vasi (scegliendo quelle gialle), con poco risultato! 🙂

    I ciclamini, nei boschi in montagna hanno stagionalità diverse che nelle mie montagne . . .
    M’ha fatto piacere leggere il tuo racconto . . . mi sono rivista ragazzina!
    Ciao, Fior

  2. Burabacio ha detto:

    Ciao Fior, anche i miei genitori hanno nel giardino diverse primule ma, soprattutto violette che hanno preso ormai mezzo prato. I ciclamini di montagna li ho scoperti solo da qualche anno durante le vacanze in montagna e sono incantevoli, li ho trovati anche a metà agosto.

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