La mia vita da Arlecchino

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Colore dopo colore, pezza dopo pezza, impegno dopo impegno, imprevisto dopo imprevisto, costruisco la mia vita da Arlecchino.
I colori non sono disposti con uno schema preciso ma sono arrivati alcuni per caso, altri per merito, altri ancora perché mi piacevano.

Sicuramente la mia vita non è un costume monocromatico.
Una vita da Arlecchino, dicevo, è quella dove metti un impegno accanto all’altro e poi arriva un imprevisto che, come una palla da bowling, spazza via tutto e tu ricominci da capo.
Oppure ti fermi e ti chiedi: “davvero voglio ricostruire tutto così?” e inizi a costruire in modo diverso.
La palla scompiglia tutto e alcune volte ci dà la possibilità di ricostruire in modo diverso.

Questo dannato imprevisto è l’unica cosa certa della vita da quando sono nate le mie figlie, direi che l’unica cosa che posso prevedere è che ci sarà sempre qualcosa che non potrò prevedere.
Se te la prendi dimostri scarso umorismo e anche scarsa lungimiranza.
Ma chi non se la prende, io me la prendo spesso.
Eppure vorrei imparare a danzare con l’imprevisto, secondo me sarebbe una danza strepitosa.

La mia vita d’Arlecchino è quella in cui cerco di fare spazio per ogni cosa, per ogni perché, per ogni buona ragione e per ogni cattiva motivazione, un mix di colori e di forme, di sogni e di impegni, di aspettative e di delusioni.
Nella mia vita d’Arlecchino sto cercando di fare spazio per fare la spesa a piedi, per l’imprevisto, per il previsto, per una camminata che vorrei trasformare in corsa una volta al giorno, per dei legumi dai tempi di cottura lentissimi, per un modo di lavorare diverso.

Mentre la gran parte delle persone cerca il modo per risparmiare tempo io voglio usarlo a gran manciate e lanciarlo come coriandoli, non voglio app che mi spieghino come ridurre al minimo i minuti oziosi, come ottimizzare, come farmi consegnare a casa ogni cosa, come ridurre tutta la giornata all’essere il più produttiva possibile.

Più veloce, più veloce, più veloce, sembra essere il mantra che sento ovunque.
Più lento, più lento, più lento, vi prego, che ho una sola vita, tante pezze, tanti colori e vorrei assaporarli tutti.

Voglio una vita d’Arlecchino, colorata e caotica, in cui le cose si posano a caso, senza dover seguire armocromia e buon senso, una vita in cui si abbraccia quel che arriva e se ne fa un capolavoro, o almeno ci si prova.

Buon martedì grasso a tutti!

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