Di chi non si sa nulla, non c’è niente da dire

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“Di chi non si sa nulla, non c’è niente da dire.
Di chi non si sa nulla, nulla più importa.
In quel luogo […] scoprì d’aver imparato un’altra cosa importante, ovvero che un uomo bastava tacerlo per eliminarlo per sempre. Per questo serviva ricordare le storie, parlare con le persone, parlare delle persone. Ascoltare le persone parlare di altre persone.”

(Laura Imai Messina – Quel che affidiamo al vento)

Il 27 gennaio è il giorno della Memoria, il giorno in cui commemoriamo le vittime dell’Olocausto perché tacere un uomo, in questi casi milioni di uomini, donne e bambini, è cancellarli per sempre.

Questo brano di “Quel che affidiamo al vento” non ha nulla a che fare col Giorno della Memoria, l’ho scelto perché è perfetto per spiegare perché coltivare la memoria di quel che è stato, perché è importante tramandare la memoria, le storie, parlare con le persone e delle persone.
Dobbiamo continuare a parlare, a leggere libri e vedere film che parlano dell’Olocausto per non cancellare la storia di queste persone.
Una memoria dimenticata è persa per sempre e di quel che non si sa nulla, nulla più importa.

Grazie a Laura Imai Messina per scritto parole così importanti sulla memoria.

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