Ritratto alla risata

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Se dovessi fare un ritratto alla Risata, proprio a lei, come lo faresti?
Che materiali, che tecnica, useresti?
E che risata vorresti immortalare?

Io vorrei dipingere la RISATA DEL TUONO che rompe il silenzio prioprio come un tuono in una notte estiva. La risata che arriva inaspettata, potente, che scuote i muscoli e scopre i denti.
Quella che ti lascia spossata dal tanto ridere, coi crampi agli addominali.
Quella che sorprende per l’urgenza di uscire allo scoperto e che trascina tutti le altre persone.
La dipingerei su un muro gigante con un pennello piatto e largo. Userei il giallo e poi il rosso, polvere d’oro e grandi blocchi di pietra banca per i denti.
Disegnerei un tuono e le facce di chi si gira a guardare, metterei delle lampadine perché tutti devono notarla.

La RISATA A MEZZA BOCCA è quella in cui i denti vengono coperti da una mano, affiora sulle labbra e già è scomparsa.
Questa è una risata a metà tra lo svelarsi e restare celata per pudore. Questa risata la disegnerei nascosta, dentro un quaderno piccino, dietro un foglio di carta velina.
Farei una mano e degli occhi pieni di riso ma la bocca non la svelerei mai. Forse scriverei solo la parola BOCCA o RISATA per indicare quel che dovrebbe essere ma no, non disegnerei la bocca che ride.

La RISATA A CASCATA è quella che esce libera dalle labbra, sgorga fluida dalla gola e non si ferma per nessun motivo, non ci sono occhiatacce che riescono a bloccarla.
La risata a cascata è incontenibile e vorrei dipingerla sull’acqua vivace, meglio se è davvero una cascata.
Forse le farei un ritratto usando un video in modo che si senta quel rumore inarrestabile di chi non smetterà di ridere finché la gola non sarà secca e gli occhi prenderanno a lacrimare.

E poi quante altre risate conosco?
La RISATA AMARA ma questa non ho voglia di disegnarla, finirei per rigarla di lacrime. La disegnerei con degli acquerelli e piangendo la righerei tutta.

La RISATA DEI BAMBINI PICCOLI che è qualcosa di così perfetto, così piccolo e potente che non saprei rappresentarla.
La risata dei bambini piccoli aggiusta ogni giornata, ti fa venire voglia di rotolarti a terra. La disegnerei sulla sabbia, sulla terra, me la disegnerei sulla pancia, la prescriverei insieme ai ricostituenti per il cambio di stagione.
La disegnerei su una ricetta medica e la disegnerei sui palazzi brutti in fondo alla via.

(Il Quaderno delle Emozioni l’ho disegnato e progettato nel 2016 ma sono ancora tanto orgogliosa di lui)

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