Sii Gentile con chi è malato

Sii Gentile
con chi è malato.
Guarda oltre la malattia
e troverai la persona.
Esiste ancora e ha bisogno di
conservare dignità e identità

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Questo Sii Gentile me lo sono cucito addosso, sono io quella che vuole guardare oltre la malattia per non dimenticare la persona.

Quando si ha una persona malata che non può guarire, nel mio caso un genitore malato, ci si affatica molto intorno alla malattia, si cercano le soluzioni migliori, ci si documenta, si prova, si fanno giri di telefonate, tentativi, visite, ipotesi.

Si parla di lui (o lei) sempre collegato alla malattia e ogni dettaglio delle giornata di quella persona gira intorno alla malattia.
In breve tempo non si parla più di quella persona se non per parlare della sua malattia.

C’è così tanto da fare, da supportare, da organizzare, quando ci si scontra con una malattia lunga e cattiva.
Ho una dannata paura di farci l’abitudine, di trattare mio padre come “il malato” che è normale che stia male, ho paura di dimenticarmi la grande persona che è e ho paura di identificarlo con la malattia feroce e cattiva che lo sta mangiando.

Eppure lui (o lei) è lì, anche se non riesce più a comunicare, anche se non ci riconosce, anche non riesce a fare niente di quel che faceva prima, LUI c’è, ESISTE.
Esiste, come tutti noi.

Esiste e ha diritto a uno sguardo sincero, uno sguardo che si posi su di lui/lei come persona, non come malato, come persona con una storia personale, un’identità, pregi e difetti.

Il malato NON è solo la sua malattia, è di più di quel che riusciamo a vedere.
Il fatto che non riesca a risponderci non vuol dire che non ci senta, il fatto che non riesca a comunicare come ha sempre fatto non vuol dire che non comunica più, in qualche modo.

Merita uno sguardo libero dalla malattia, merita di ricevere parole buone anche se non avremo risposta, merita che non parliamo di lui in sua presenza come se non ci fosse, merita un sorriso, una piccola sorpresa, un buffetto su una guancia.
Solo noi possiamo restituire in minima parte la storia personale a chi è malato, una storia che forse il protagonista non sa più raccontare ma esiste.
Possiamo raccontargliela noi la sua storia per ricordargli chi è.

Dobbiamo cercare di guardare oltre la malattia perché la malattia non sia il nostro (e il suo) unico orizzonte.

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