Sii Gentile perché…

Sii Gentile
non per tornaconto,
non per obbligo,
non per forma.
Sii Gentile perché così
vuoi educare il cuore.

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Amo andare a cercare il cuore delle cose, il nocciolo dentro al frutto, il perché che sta dietro le scelte.
Maria Montessori scriveva, ne La Scoperta del Bambino, che gli studi a cui si rifaceva per il suo metodo pedagogico, erano studi già ben conosciuti e applicati da molti altri pedagogisti: il metodo fisiologico ideato da Édouard Séguin per l’educazione dei bambini affetti da ritardo mentale a sua volta ispirati dal lavoro di Jean Marc Gaspard Itard.

Perché gli altri pedagogisti che stavano applicando gli studi di Séguin e Itard non avevano avuto gli straordinari risultati ottenuti da Maria Montessori, tanto che i suoi bambini sembravano essere frutto di un miracolo?
Gli studi erano sempre quelli.

Perché, secondo lei, c’era una differenza di fondo: gli altri pedagogisti non avevano compreso davvero il lavoro di Séguin.
Inoltre la differenza stava nel motivo per cui si fanno le cose, la convinzione con cui si fanno, la dedizione infusa e il rispetto e l’amore verso il bambino.
Se il maestro o la maestra che educa il bambino/a si sente svilito e frustrato in quel che fa non potrà trasmettere grandi cose.
Serve entusiasmo vero, amore autentico, fiducia intatta per diventare strumenti di trasmissione.

«Quello che si chiama l’incoraggiamento, il conforto, l’amore, il rispetto, sono leve dell’anima umana: e chi più si prodiga in questo senso, più intorno a sé rinnova e rinvigorisce la vita»
Édouard Séguin, citato da Maria Montessori in La scoperta del bambino (1950)

Ci vuole l’unione di due caratteristiche, per Maria Montessori, per ottenere il nuovo maestro o la nuova maestra.
La DEDIZIONE dell’uomo di fede e la LO SPIRITO D’OSSERVAZIONE dello dello scienziato.
Queste due cose riunite nel NUOVO maestro/a saranno in grado di far sbocciare i bambini come bellissimi fiori.

Tornando alla gentilezza mi chiedo spesso: perché siamo gentili? Cosa ci muove?
Siamo gentili per ottenere un risultato?
Perché così si deve fare?
Per un obbligo di buona educazione?
Perché possiamo ottenere qualcosa in cambio?

Queste sono tutte motivazioni deboli, troppo deboli per sortire buoni risultati.
Per costruire intorno a noi una vita più gentile il nostro perché deve essere forte.
Non dobbiamo sentirci svilite/i nell’essere gentili, non svantaggiate/i, non deboli.
Non dobbiamo sentire la morsa della rabbia.
Deve muoverci qualcosa di così profondo e grande che non si infrange appena qualcun altro non sarà altrettanto gentile con noi, qualcosa che non si rompe se non otteniamo il risultato voluto.

Deve essere una scelta maturata nel cuore, serena e consapevole.

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