Sii Gentile con le madri

il

Sii Gentile
con le madri
con empatia e supporto,
evita paragoni e giudizi.
Non è vero che una madre
ce la fa sempre.
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Le madri sono esseri a metà fra una martire e Wonder Woman, a loro non è concesso lamentarsi, essere stanche e avere ambizioni al di fuori del loro ruolo.

Alle madri non è concesso essere tristi, non è ammesso che siano depresse, non è consentito sconforto e debolezza perché una madre ce la fa sempre. Mai frase fu più sbagliata e fuori luogo.

“Hai voluto la bicicletta?”
A tutti è concesso qualcosa, ci si può lamentare del lavoro il lunedì mattina, del marito, della moglie, della fila al supermercato e della mascherina ma la madre non può parlarne perché subito il suo lamento viene interpretato come un’ammissione di colpa. Non vuole suo figlio, è pentita di essere madre, vuole fuggire lontano!
Lei, invece, ha solo detto che è stanca.

Una madre, se si azzarda a lamentarsi, aggiunge subito dopo frasi del tipo: “comunque basta un sorriso di mia figlia e passa tutto” oppure “è vero che non dormo poco da anni ma i problemi sono altri”.
Le madri si giustificano ogni volta che parlano della loro stanchezza, dei loro dubbi o della necessità di prendersi un’ora, un pomeriggio o un giorno per sé per paura di essere fraintese. Amare il proprio figlio e lamentare stanchezza sono due cose totalmente slegate: una non è causa dell’altra.

Le madri che vogliono continuare a lavorare dopo un figlio dicono sempre che lo fanno perché servono i soldi in casa, ammettere di amare il proprio lavoro rimane un peccato mortale.
Poi ci sono madri che lasciano il lavoro per scelta e anche queste incorrono in critiche però, critiche a parte, di solito in Italia le madri hanno meno problemi ad abbandonare il lavoro che a trovarlo.

Le madri quando provano a raccontare una maternità non rosa e fiori vengono zittite con frasi tappa bocca, quelle che la volta successiva ti portano a rispondere: “va tutto bene, sono felicissima” e dentro covi solitudine e sensi di colpa.
Perché se c’è una cosa che una madre abbonda sono i sensi di colpa, nutriti dai giudizi e dai paragoni altrui.
Le madri si sentono in colpa per cose che i padri non ci si sentirebbero mai, tipo non esserci in orario lavorativo, si sentono in colpa se non possono esserci sempre ma anche quando ci sono sempre.

Le madri che conoscono gli abissi della depressione post parto spesso ricevono risposte che sono come pietre: “devi solo goderti i figli” “devi sono essere felice” “ma che ti manca?”
Frasi e giudizi che spingono molte a tacere mentre le ombre crescono dentro a queste donne fino a divorarle.

Le madri, qualsiasi difficoltà confessano, si sentono rispondere che “le madri ce la fanno sempre” che è un modo elegante per dire che non ti aiuteranno mai, sei madre quindi sei forte, la natura ti ha forgiato per questo compito e non puoi fallire, pena essere una madre difettosa.

Le madri dovrebbero condividere paure, doveri di cura, stanchezza e gioie con i loro compagni e mariti, cioé i padri dei loro figli ma spesso non è così.
La nostra cultura ancora assegna un ruolo marginale al padre tanto che se un uomo esercita il suo ruolo di padre viene chiamato baby sitter o mammo, come se guardasse i figli di qualcun altro.
Se un padre cambia un pannolino ci sarà sempre qualcuno che gli fa i complimenti.

Le madri covano ferite mai rimarginate per gravidanze passate in solitudine e parti in cui i loro corpi non sono stati rispettati, parti che poco hanno a che fare con quel che ti hanno raccontato.
Se le madri potessero parlare più fra loro, senza sensi di colpa e paura, scoprirebbero che per tante è stato difficile, che non tutte si sono sentite madri fin da subito, che per alcune l’istinto materno è arrivato dopo.
Scoprirebbero che altre hanno pianto una volta al giorno e si sono chieste cosa avessero sbagliato.
Eppure nessuna donna parla per paura di ricevere la solita sassata nascosta in una frase fatta, “figli piccoli problemi piccoli”, “chi li fa se li trastulli”, “allora una volta come facevano”, “non ti lamentare che è tanto bravo”, “la mia amica è perfetta, perché tu hai quella faccia?”, “ma non sei felice?”, “guarda che è una cosa naturale, lo fanno anche gli animali”, “non ho mai sentito mia nonna lamentarsi”.

Sii Gentile con le madri, siano esse neo mamme o madri di figli e figlie grandi, ascoltale, lasciale parlare. Non sono in cerca di soluzioni facili, vogliono solo comprensione. Se puoi aiutale e se vedi che una madre è davvero in difficoltà mettila in contatto con chi può aiutarla con sostegno psicologico.
siigentile_81_bassa
“Sii gentile” è un mio progetto nato alla file del 2018: ogni lunedì condivido sul blog degli spunti di gentilezza.
La gentilezza è un gesto rivoluzionario: fa sentire bene bene chi la fa e chi la riceve.
La gentilezza è una scelta e una pratica.
Non c’è nulla di sciocco o di debole in chi è gentile, anzi, mi sento di dire che sono persone che non hanno bisogno di una corazza di arroganza e maleducazione. Sono persone che hanno il coraggio di essere gentili con chi li circonda, con gli amici, coi familiari e con gli sconosciuti.
La gentilezza però non si limita alle persone: si può praticare anche verso il pianeta, verso gli animali e verso i sogni.
Spero che questi spunti possano farti sorridere e farti venire voglia di praticare la gentilezza, o se già lo fai, di proseguire con la consapevolezza che io sono con te.

A maggio 2019 è nato un libro quadrato con tutti i Sii Gentile apparsi in questi mesi, lo trovi qui.

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