Il sapore dell’infanzia

Le pesche ripiene sono un tipico dolce piemontese, se chiudo gli occhi posso sentire ancora il profumo delle pesche che cuociono in forno e rivedo mia nonna aggirarsi per la cucina.
In lontananza scorgo anche la polenta dolce appoggiata sul tavolo a raffreddarsi.
Sicuramente c’è stato da poco un temporale e l’aria è fresca, nonostante sia estate.
Io sono stata fuori tutto il pomeriggio in bicicletta e sono tornata a casa bagnata dalla testa ai piedi.

Ho suonato il campanello ancora in sella alla bicicletta per non perdere tempo, ho fame!
Mia nonna ha due mollette fra i capelli ondulati da Fata Turchina e mi ha detto qualcosa circa il mio essere sempre in giro: “la casa non ti crollerà certo addosso” e poi è scomparsa in cucina con un mestolo in mano.
Sulla sedia accanto alla finestra c’è ancora la coperta che stava lavorando ai ferri fino a poco fa. Povera nonna, ha provato mille volte a insegnarmi come si lavora ai ferri ma io proprio non riesco a memorizzare i passaggi. pesche
Lei sta riutilizzando la lana di una vecchia maglia che sarà stata usata prima per qualche altra maglia o coperta. Scegliere i colori non è mai stato il suo forte e ora la coperta alterna lana marrone a lana grigia, poi ci sono parti verdi e altre azzurro, insomma ha aggiunto lana a caso per riciclare le maglie che non si usano più.

Sono anche io vittima dei suoi maglioni, stretti e con le maniche cortissime.
Ne ho uno particolarmente velenoso che alterna verde brillante a giallo fluorescente, le mie amiche ogni volta che mi vedono con quel maglione addosso mi dicono che non troverò mai trovato un fidanzato conciata così.
I pantaloni comprati al mercato, sempre troppo corti per la ragazzina alta che sono, completano il quadro e si, hanno proprio ragione, non mi si può guardare ma ora è estate e posso mettere una semplice maglietta maniche corte.
Però presto le pesche saranno pronte e io dovrò aspettare un altro po’ che si freddino per mangiarle, intanto andrò a guardare il temporale rannicchiata per terra sul grande balcone bianco, vicino al cane.

Da sempre cibo e cura si intrecciano, profumi e sapori possono farci ricostruire intere giornate o periodi della nostra vita.
I sapori dell’infanzia conservano un guscio di affetto e amore così forte arrivare intatti a noi anche dopo 40 o 50 anni.
Se chiedo a mio padre di parlarmi di un sapore della sua infanzia riesce a ritornare in quel ricordo e ad abitarlo a distanza di 70 anni.
Chi ha avuto cura di noi, che sia stato un nonno, una nonna, una mamma, un papà, un parente, un fratello o una sorella, non ci ha solo sfamato ma ha sferruzzato una coperta di affetto intorno a noi che vive intatta nella nostra memoria.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...