Non potete sfuggire a vostra madre!

Ti accorgi di aver indossato la t-shirt sbagliata quando ti ritrovi al parco a imprigionare le figlie con la tecnica segretissima della baguette all’urlo: “NON POTETE SFUGGIRE A VOSTRA MADREEEEE!”.
“Casa dei pini, ospizioooo, poveri vecchi” potrebbero rispondere la prole.
Tu intanto sfoggi la nuova t-shirt con scritto a caratteri cubitali”  Sii Gentile”. 

“Io, se ero te, non sarei mai uscita di casa da sola con queste due cavallette che corrono una di qua e una di là” mi ha detto una mamma al parco.
E pure io, se non fossi io, non sarei mai uscita da sola, ho ancora il fiatone.
Però poi sono io e odio stare in casa quando c’è una giornata di sole e allora esco e corro, corro, corro (e spero, spero, spero di raggiungerle).
Un parchetto recintato vicino a casa, anche una gabbia, rimane un bel sogno.

“Oh, ti hanno fatto correre per bene, due diavoli della tasmania impazziti”
mi ha detto il nonno.
E qui capisci che il Panopticon funziona, tutti ti vedono e nessuno ti aiuta“E tu dove eri?”
“Passavo da quelle parti e ho visto una che correva a zig zag sul prato”.
Ma sono uguali uguali! Quando una è triste l’altra pure è triste?” mi ha chiesto una signora vicino allo scivolo.
“No. Quando una piange l’altra ride. Sono gemelle poco empatiche”.
Ed è vero, non dico così per dire, quando una cade rovinosamente, l’altra diventa di ottimo umore. Quando una si siede su uno sgabello l’altra glielo toglie da sotto il sedere. Quando una vomita l’altra continua a cenare serena.

“Ne hai solo due?” e qui mi sono trovata spiazzata, di solito non me lo chiedono.
Si, si, solo due.
“Sono così belle” mi ha detto una signora marocchina regalandoci delle caramelle.

“Gemelle?!” mi ha chiesto una donna che vendeva collane.
“Si”
“Tanta fortuna! I gemelli portano fortuna!” mi ha detto lei scoprendo un largo sorriso di denti bianchi.
Sapevo già che per gli africani i gemelli sono di buon auspicio ma amo sentirmelo ripetere.
“Grazie”
“Da dove arrivi?”
“Io sono di qui e tu?”
“Dal Senegal e da noi i gemelli sono tanta fortuna.”
Vallo a dire a tanta gente per strada che ti guarda come se fossi un poverino.
“Anche io vorrei tanto dei gemelli. Tu però le devi vestire dello stesso colore. Lei rossa e lei rossa, hai capito?”
In barba alla neurologa e alle sue indicazioni di vestirle diverse, la donna cercava in tutti i modi di essere chiara su questo: “Un colore lei, stesso colore lei”
“Perché?”
“Meglio, meglio così, mi raccomando”.
E ci ha regalato due braccialetti identici.

“Vediamo qual è la più bella per mio nipote” mi ha detto una nonna.
“Oh certo, gliela vendo”.
Ancora siamo in trattativa.

E anche oggi una giornata al parco è stata onorata con le bertucce del mio cuor.

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