Libri ispiranti: Viaggio incantato

Viaggio incantato di Mitsumasa Anno.
Il Viaggio Incantato è un silent book pieno di persone, case, animali, strade, fiumi, ponti, attrezzi, giochi.
Il Viaggio Incantato è disegnato in modo meticoloso e ricca di particolari, ogni tavola è un mondo in cui perdersi.
Mitsumasa Anno è un illustratore giapponese che negli anni ‘50 fece un viaggio in Europa e da questo viaggio ricavò le immagini per il libro.
Il paesaggio in cui si muove il protagonista del libro, un piccolissimo uomo col berretto a cavallo, è quello dell’Europa centrale con le sue casette coi tetti a punta color grigio. 
Il Viaggio Incantato è quello del protagonista che segue una stradina bianca pagina dopo pagina, di quest’omino non sappiamo nulla, non sappiamo da dove viene e non sappiamo dove andrà.
Per tutto il libro si snodano stradine bianche e prati verdi, fiumi e ponti e in ogni tavola ritroviamo facilmente il nostro viaggiatore. 
L’illustratore, per facilitarci la “lettura visiva” di queste tavole ci lascia una piccola introduzione e degli appunti alla fine del libro che ci chiariscono luoghi e scelte stilistiche.
Negli appunti finali, davvero interessanti, ci racconta qualcosa del suo viaggio iniziando dalle sue impressioni durante l’atterraggio. Laghi sconfinati, boschi e una moltitudine di strade bianche iniziarono a dipingersi dai finestrini dell’aereo.
Mitsumasa iniziò a immaginare dove potessero portare tutte quelle strade e si emozionò al pensiero.
Poi vide le case, i giardini, le betulle, le automobili e infine le persone.
Persone diverse da lui per colore della pelle, abiti e lingua ma in fin dei conti simili: bambini giocavano per le strade, uomini e donne lavoravano, facevano festa, passeggiavano insieme o accudivano i figli. I negozi vendevano cibo e cose utili, c’era chi spaccava la legna e chi lavava i panni.
Nonostante che il Giappone fosse molto lontano da quello che stava osservando non c’era nulla di così incomprensibile. Un negozio di frutta e verdura rimaneva un negozio di frutta e verdura, dei bambini fuori da scuola rimanevano dei bambini fuori da scuola, insomma cambiava la forma ma non la sostanza.
L’autore iniziò quindi a pensare di poter raccontare attraverso le sole immagini la vita di alcune delle persone che aveva incontrato. Sia occidentali che orientali non avrebbero avuto problemi a interpretare e capire le vite di quelle persone perché non erano così lontane dalle loro. 
Un’altra cosa molto buffa è che nel libro, ci svela l’autore, sono sparsi dei richiami a opere d’arte, fiabe e letteratura. Io ho scovato un Don Chisciotte, Seurat, Millet, Degas, Van Gogh e Cappuccetto Rosso.
Mitsumasa Anno scrive che ha voluto rendere un omaggio alla bellezza dell’arte e far si che i lettori ritrovino qualcosa di familiare sfogliando il suo libro.
Il suo viaggio, dice l’autore, non era stato fatto tanto per conoscere quanto per perdersi e in queste belle tavole possiamo perderci anche noi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...