Bura-libri ispiranti: Cromorama di R. Falcinelli

Cromorama di Riccardo Falcinelli è un libro che chi ama il colore, chi ama dipingere, chi lavora nel campo dell’immagine, dell’illustrazione e della grafica deve assolutamente leggere.
Un libro pieno di spunti, di possibilità di approfondire e che lascia aperta più di una riflessione. Prima di iniziare a leggerlo davo per scontato che i colori fossero solo quelli sintetici, che un giallo e un blu mescolati insieme restituissero sempre un verde e che i colori primari e secondari fossero dei pilastri intoccabili. 
Il libro inizia parlandoci dell’origine di alcuni colori come il blu oltremare, il giallo indiano, il porpora, come venivano prodotti e con che costi. Una volta i colori erano di origine animale, vegetale o minerale ed era impossibile mischiarli fra loro. Fino al Medioevo era persino vietato mescolare i colori, tanto che i tintori di stoffe non poteva realizzare qualsiasi colore ma solo quelli di cui possedevano la licenza. Si pensava che fosse il Diavolo a mescolare le sostanze per cui ogni azione di questo tipo veniva punita come stregoneria.
Nel capitolo “Verde illegale” Falcinelli ci racconta la storia di un tintore di Norimberga, Hans Tollner, processato, multato, esiliato e radiato dall’ordine dei tintori per aver mischiato due colori, il blu e il giallo, per ottenere una lana di colore verde. Non solo Hans aveva contravvenuto alla sua licenza di tintore di blu e di nero ma aveva anche mescolato due colori, una reato gravissimo. Pare che nella sua bottega vennero rinvenute vasche di giallo.
Nel capitolo “Malva modernità” Falcinelli ci racconta la mirabolante scoperta del colore malva da parte di un giovanissimo chimico, William Henry Perkin, nel 1856 mentre stava cercando di sintetizzare il chinino come antimalarico. L’esperimento andò male ma scoprì che quell’intruglio scuro che aveva ottenuto, se dissolto nell’alcol, prendeva un color violaceo. Fu una scoperta enorme perché fino a quel momento per tingere le stoffe erano necessari 10 passaggi ed era molto costoso. Il colore sintetico è economico, veloce e pulito: basta un solo passaggio per tingere una stoffa senza più odori nauseabondi. Prima di allora tingere le stoffe era una cosa sporca e puzzolente, basti pensare che erano necessari 10 passaggi tra cui anche un bel bagno nello sterco!
Perkin fu estremamente intelligente,  non lasciò la scoperta in mano ad altri ma gestì in toto la produzione del malva, a partire dall’invenzione del nome: divenne ben presto ricco.
Ma Falcinelli non si limita a parlare dei colori del passato e delle scoperte: si impegna a demolire il concetto di colori “armonici” tra loro, spiegando come l’armonia venne ricercata a tavolino in base a criteri particolari: due colori, per essere considerati armonici, devono restituire, se accostati e fatti ruotare, un grigio particolare.
Grazie a questa riflessione ho accantonato i miei pregiudizi circa alcuni accostamenti di colore e ho scoperto, meraviglia delle meraviglie, risultati gradevolissimi! Mentre leggevo questo libro stavo illustrando il libro Giappomania per Rizzoli e ne ho subito approfittato per mettere il pratica le cose che avevo letto. Probabilmente, se non avessi letto queste pagine, avrei avuto più problemi a liberarmi dai preconcetti sugli accostamenti non armonici.
Anche la figura di Itten viene presa in esame, con il suo cerchio cromatico e i successivi esperimenti per legare la musica al colore e improvvisamente diventa “una delle teorie” e non l’unica teoria immutabile.
Falcinelli con Cromorama fa questo: apre porte, solleva dubbi, propone più soluzioni.
Nelle appendici vengono approfonditi concetti scientifici a cui si fa riferimenti nel libro, come vengono recepiti i colori dall’occhio e dal cervello, come viene elaborato il colore, la luce e le lunghezze d’onda, la costruzione del colore all’interno del cervello, ecc.
Questa parte è una delle mie preferite perché non si può parlare del colore senza parlare di come funziona il nostro occhio e il nostro cervello, la cosa affascinante è che ancora adesso non ci sono risposte definitive.
Voglio chiudere le mie riflessioni su questo straordinario libro con un pensiero di Falcinelli:

“Il pensiero critico può iniziare da fatti piccolissimi. Anche dal colore. Magari insegnando ai bambini che il verde si può fare mischiando il blu con il giallo. Si può. Funziona. E’ affascinante e stupefacente. E’ una delle grandi conquiste della storia umana. Ma non è l’unico modo di fare il verde. Non è la verità.”

Un commento Aggiungi il tuo

  1. sidilbradipo1 ha detto:

    Ohhh… questo libro è interessante, lo devo avere! Grazie mille per la recensione 😘
    Bacio
    Sid

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