No, non è un lavoretto

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(No, non è un lavoretto)
Quindi disegni? Ah che cosa carina! Però il lavoro, quello vero, ce l’ha Giorgio, giusto?
È una delle frasi che mi sento dire, in modo più o meno esplicito, spesso.
Dagli amici, dagli sconosciuti, da tante persone, il più delle volte in perfetta buona fede.
I miei stessi genitori non hanno la percezione di questo come un lavoro ma come una delle mie stramberie.
No, non è un lavoretto, è un lavoro vero e crea un reddito vero.
In realtà il lavoro “vero” non è solo legato al reddito perché un’attività per partire ha bisogno di alcuni anni. Un lavoro è fatto di professionalità, impegno, dedizione e, passata la fase di lancio dell’attività, crea un reddito interessante per vivere.

Spesso il lavoro femminile, peggio ancora se è legato alla creatività, è considerato un “lavoretto”, qualcosa per tenere impegnate le mani, anche se dà lavoro a due persone e ha tutte le carte in regola per essere chiamato Lavoro.
Nel mio caso il lavoro legato alla burabottega è molto: gestire il negozio on line, le spedizioni, i rivenditori, lavorare su nuovi quaderni e idee. A queste attività si unisce la gestione dei social, la newsletter, scattare buone fotografie per raccontare i quaderni e la vita nella burameraviglia, occuparsi della contabilità.
Ma non faccio solo questo, ho un’attività parallela di illustratrice per le case editrici e altri clienti che hanno bisogno dei miei servigi.
È un enorme tetris colorato di cose da fare, una realtà che mi sono costruita in tanti anni di doppio lavoro, prima la mia attività di illustratrice era rilegata la sera e ai fine settimana.
Non sono una che si lancia nel vuoto, non ho mai potuto farlo: ho sempre avuto la necessità di pagare bollette e affitto, per questo ho aspettato di avere un buon numero di clienti e un negozio on line ben avviato prima di licenziarmi dal mio lavoro in uno studio di comunicazione.
Ho costruito burabacio pezzetto per pezzetto con il sostegno, l’aiuto, il lavoro di Giorgio che non lo ha mai considerato un lavoretto da donna, nemmeno quando era in fase embrionale. Non ha mai pensato che potessi smettere di lavorare per fare la spesa, stirare o rassettare casa perché tanto il mio non è un lavoro vero.
Perché per andare avanti basta il sostegno di una sola persona e convincersi che no, non è un lavoretto.
Diamo dignità noi per prime a quel che facciamo.
Ho visto negli anni, e ho notato che lo facevo anche io, tante donne sminuire la loro attività e il loro talento: “il mio lavoretto, il mio disegnino, disegnetto, lo spettacolino, il raccontino”. I vezzeggiativi e diminutivi sono nemici della nostra professionalità. 
Se vogliamo essere prese sul serio nel nostro lavoro dobbiamo bandirli e iniziare a DARCI VALORE.
Raccontiamo quel che facciamo, spieghiamo le tante ore spese per imparare una nuova tecnica, per imparare a usare un nuovo macchinario, a imparare a scattare foto belle o a usare i social in modo utile alla nostra attività. 
I lavori creativi si basano su un talento che viene coltivato, fatto crescere e portato a una qualità tale da diventare un lavoro.
Cambiamo noi per prime il modo di pensare a quel che facciamo, curiamo quel che presentiamo, curiamo le fotografie, raccontiamo nel modo corretto.

Se ti interessa l’argomento ho lanciato un hashtag su Instagram #nonèunlavoretto e ho chiesto alle creative di taggarmi nelle loro storie su fotografie o video che ben rappresentano il loro lavoro.
Io le ricondividerò per fare DAVVERO rete con la rete.
(su instagram mi trovi come @burabacio)

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Claudio Capriolo ha detto:

    Non è un lavoretto, è uno dei lavori più belli e allo stesso tempo più difficili che ci siano: far sorridere il prossimo.
    Mica tutti ne sono capaci.
    Tu sì 🙂

    1. asabbri ha detto:

      Grazie e con questo commento hai fatto sorridere me!

  2. sidilbradipo1 ha detto:

    Mannaggia! Il lavoro creativo maschile è intellettuale, quello femminile… hobbistico! Eppure, le competenze, la fatica, lo studio, etc. sono gli stessi di un lavoro cosiddetto vero. Per questo ti dico, never give up 😀
    Eppoi, il talento mica di inventa!
    Bacione
    Sid

    1. asabbri ha detto:

      Eh si il lavoro femminile non gode mai di alta stima, ma qui si va avanti uguale 😉

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