Bura-libri ispiranti: Sulla fiaba

il

“Le fiabe sono di natura migratoria:
viaggiano nel tempo e nello spazio, attraverso i secoli e i continenti
ma anche attraverso i ceti sociali.”

Nel 1954 la casa editrice Einaudi decide di mettere mani alla favolistica mondiale e incarica Calvino di occuparsi di ricercare le fiabe italiane.
Calvino non deve solo cercare tutte le fiabe italiane ma renderle uniformi a livello di linguaggio: è un lavoro immenso perché gran parte di queste sono in dialetto e non sono mai state trascritte.
In questo saggio Calvino compie un’indagine opposta a quella di Propp che aveva cercato le figure ricorrenti in tutti i racconti di fate, le immagini che si possono ritrovare in tutte le culture e in tutti i continenti.
Calvino invece, individuato lo scheletro narrativo identico, cerca gli elementi diversi per cultura, geografia e storia.
Per Calvino le fiabe sono un documento storico se si riesce a sapere dove sono nate e in che periodo vengono raccontate.
Un’ottica davvero particolare per dei racconti da sempre considerati frutto della fantasia popolare.
Nel libro Calvino analizza regione per regione le differenze e scopriamo che  le prove a cui viene sottoposto un eroe sono molto diverse fra loro.  Se in alcune zone si parla di duelli e draghi, in altre si parla di quantità di terreni lavorati, soprattutto laddove c’è più povertà.
Se nelle fiabe siciliane i Re e i reami sono minuziosamente descritti e non fanno nulla senza consultare il Consiglio, in toscana l’idea di re si avvicina più a quella del signore ricco. Si possono trovare così, nelle fiabe toscane, due re vicini di casa che vanno a trovarsi l’un l’altro.

Devo dire che da sempre amo più il Calvino saggista che il Calvino narratore, non perché le sue storie e i suoi romanzi non siano incantevoli ma nei saggi è eccezionale. Grazie al modo di scrivere estremamente semplice e chiaro riesce a spiegare e rendere semplici anche i concetti più difficili.
Calvino ci confessa che ha una iniziale difficoltà ad accostarsi alla fiaba essendo nato in una famiglia in cui nemmeno i bambini le potevano leggere!
Calvino ci fa notare quanto la fiaba italiana sia bella e delicata, a differenza delle fiabe truculente dei Fratelli Grimm in cui sangue e crudeltà fioccano in ogni pagina. Qui la naturale barbarie della fiaba si piega a una legge d’armonia.
Possiamo trovare diverse fiabe che parlano di una metamorfosi di donne e frutti o donne e piante come nella fiorentina Ragazza mela e la palermitana Rosmarina.
Nella fiaba italiana c’è una continua trepidazione d’amore, i cunti siciliani ne sono la prova ma anche le fiabe toscane.
Tutte queste fiabe narrano l’amore precario che congiunge due mondi incongiugibili, storie d’amanti inconoscibili che si hanno solo nel momento in cui si perdono.
Calvino scrive che nella trascrizione delle fiabe italiane ha dovuto smorzare molte cose, per tenere conto dei lettori bambino. Questo ci dimostra che i destinatari delle fiabe italiane non erano i bimbi ma gli adulti e questi racconti erano semplicemente racconti di meraviglie, una piena espressione dei bisogni poetici di quello stadio culturale.

“… tosto che ebbe messo quel cuore sul fuoco e uscì il fumo della bollitura, non solo diventò incinta essa, la bella cuoca, a tutti i mobili della stanza si gonfiarono. E, di lì a pochi giorni, figliarono; e la trabocca del letto fece un tettuccio, il forziere uno scrignetto, le sedie sedioline, la tavola un tavolino, e il canterò un canterello verniciato così bello che era una delizia.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...