Coltiva pensieri gentili

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“Coltiva pensieri gentili e arriveranno le farfalle”
Cose buone portano altre cose buone.
Parole gentili portano sorrisi.
Pensieri tranquilli portano parole tranquille.
Coltiviamo il nostro giardino interiore con fiori odorosi e piante da frutto e ben preso arriveranno farfalle colorate.
Coltiviamo posti belli DENTRO DI NOI per attirare cose belle INTORNO A NOI.

Sarà  banale la frase “la vita ti sorride se la guardi sorridendo” però nasconde un pizzico di verità.
Scegliere di essere gentili, di essere il cambiamento che si vorrebbe vedere nel mondo, è un cosa coraggiosa.
Sorridere agli altri fa sì che sia più semplice che qualcuno ricambi il sorriso, così come essere scortesi e arrabbiati non può che attirare risposte simili. Parlare sempre e solo di cose negative, concentrarsi su quel che non è andato bene, convincersi che a noi tutto gira e girerà sempre male non fa bene. Entreremo in un circolo vizioso di cose negative, di pensieri negativi e ben presto riusciremo a vedere solo nero.
Non è facile essere gentili soprattutto in un mondo che spesso non lo è con noi. Però solo iniziando a scardinare quel che non ci piace possiamo sperare di vedere un piccolo cambiamento. Solo instaurando relazioni basate sul rispetto e sulla cura dell’altro possiamo sperare che qualcun altro ci rispetti e ci curi.

Essere gentili non vuol dire essere deboli.
Si può essere gentili e determinati, gentili e fermi sulle proprie posizioni. 
Non è urlando che si è forti.
Riuscire a trasmettere quel che pensiamo senza offendere o urlare, senza giocare la carta confusione, non è semplice.
Ho conosciuto persone che non sapevano confrontarsi o discutere senza prevaricare l’altro con urla e offese. Un modo molto semplice per interrompere il dialogo e ottenere quel che si vuole.
Ho conosciuto  persone in grado di confrontarsi con chiunque ed esprimere le proprie opinioni pur rimando nel rispetto dell’altro, lasciando il canale di comunicazione sempre aperto.
Chi è la persona più forte delle due?
Essere aggressivi, riversare sugli altri le nostre frustrazioni, non ha nulla a che fare con la forza.

Chiedersi: “quel che sto dicendo può far bene a questa persona? Lo dico perché è utile, divertente, interessante o perché mi aiuta a scaricarmi da una frustrazione? Perché mi dà quel sottile piacere nel dirle qualcosa di spiacevole?”
Chi non sa gestire una frustrazione di solito cerca di attaccare qualcun altro, attribuendo a quel qualcuno la colpa dei suoi mali.
Cerca di spalmare sugli altri quell’ammasso di fastidio che non disperdere da solo.
Così facendo si diffondono piccoli semi di gramigna, pizzicano, irritano e creano malumore.
Non diventare un portatore di semi di gramigna, sii responsabile delle tue frustrazioni, cerca di capire se chi hai davanti è nelle condizioni di aiutarti o se lo stai solo caricando di brutti pensieri.
Prenditi cura delle persone che incontri ogni giorno e usa la bocca per sorrisi e parole buone.
Vedrai, alla lunga appariranno le farfalle intorno a te.
Saranno colorate, belle, eleganti.
Si muoveranno nell’aria leggere e delicate.
Sarai forte e circondato di pensieri belli.
La tua mente sarà pulita e accogliente per te e per gli altri.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. polepole ha detto:

    Hai scritto quello che in pochi sanno ammettere: è molto più facile urlare per farsi accettare, è molto più semplice imporsi con la prepotenza e la violenza. Eppure, quando riesci a usare il sorriso e la gentilezza, le persone ti ascoltano e ti rispettano.
    Una verità semplice ma così difficile da ottenere.
    L’ho imparato qualche anno fa, con una persona che non aveva altro mezzo che quello del gridare e di usare modi e gesti violenti, per dire la sua e imporsi. Io non so proprio urlare, non so gridare per far vincere la mia opinione: l’ho considerato un limite pesante e vincolante fino a quando è arrivata lei, coi suoi urli, con le parole cattive scritte, con l’odio che seminava ovunque passasse. La reazione degli altri ha portato farfalle a me, isolando l’altra e la sua violenza.
    Di questo tuo disegno mi sono innamorata proprio, lo vorrei su una maglietta… 🙂

    1. asabbri ha detto:

      Anche io come te ho difficoltà a urlare, strillare e in generale a usare metodi aggressivi e per molto tempo ho pensato fosse un problema mio, che fosse una debolezza. In più ho lavorato per tantissimi anni con una persona che sapeva parlare solo in quel modo, urlando, offendendo e ho faticato molto a capire che la debolezza era la sua, non la mia.
      Il disegno è su un taccuino piccino, temo non si possa ricavarne una T-shirt se non rifacendolo 🙂

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