L’Isola Polvese

Le farfalle si rincorrono sui fiori, il profumo degli oleandri e della lavanda le stordisce.
Alcune sono piccole e bianche, altre sono grandi e giallo limone.
Con il loro volo tracciano linee curve.
Sul prato noi le guardiamo, storditi a nostra volta dal sole e dal profumo degli oleandri che formano un muro compatto di fiori rosa e bianchi.
I grandi salici ci ospitano con la loro ombra, sotto di loro sembriamo delle formiche stanche.
Il vento agita le foglie dei salici e crea una sorta di melodia ininterrotta. Gli alberi dialogano tra loro in un linguaggio fatto di fruscii e riflessi argentei.
I grandi corvi, ritti e fieri, si posizionano su esili rami che puntano verticali contro il cielo, come se volessero grattare le nuvole. Sono loro i custodi dell’Isola Polvese, i corvi attenti che scrutano il lago.
Il lago è agitato, a riva giungono piccole onde. Oggi è di un verde azzurro e sembra che nessuna paura possa scuotere questo angolo di paradiso.
Le colline intorno al lago si stendono quiete con il loro verde punteggiato di ulivi.
Ho preso dei sassi levigati dalla riva per disegnarci sopra delle farfalle. Ho fatto toccare l’acqua a Leda coi piedini, ho riconosciuto in lei il piccolo stupore che abbiamo provato tutti a contatto con il mare, il lago e il fiume.
Demi ha giocato coi sassi, sfregandoli fra loro, e in quel momento non aveva bisogno di nessun altro gioco.
L’ombra è generosa sull’isola e offre a tutti un riparo e un piccolo scorcio di lago tra gli alberi e i sassi.
Il camminamento intorno all’isola è contornato di muschio e querce attorcigliate, sassi ed erba. Le foglie secche coprono la strada anche se è primavera.
In lontananza si vede un temporale, il cielo è scuro ma sopra di noi il sole è ancora caldo.
Con l’ultimo traghetto della sera se ne vanno tutti i turisti e l’isola ritorna a essere dei corvi e delle farfalle. Cala il sole e chiude il bar, tutto tace. Due signore fanno un’ultima partita a carte. Noi abbiamo perso il traghetto prima per rimirare il tunnel di oleandri.
Non ci sono più bambini che giocano a palla, persone in costume da bagno, file per i bagni e per il gelato.
I salici si riposano, gli ulivi si quietano, l’erba si prepara alla notte. Le nuvole si fanno scure e il cielo si colora di quel blu brillante che precede la notte.
Riesco a strappare solo un briciolo di tutta questa bellezza per custodirlo nella mia mente, poi scendiamo dal traghetto e ci incamminiamo verso la macchina. 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. sidilbradipo1 ha detto:

    💕
    Bacionissimo alle buramelle 😘
    Sid

    1. asabbri ha detto:

      Graasssie, passo i bacioni

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