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Da piccola avevo una vera e propria passione per le casette: per le casette sugli alberi, per i rifugi, per le tende in giardino.
E se non c’era la casetta me la immaginavo, arrampicandomi sulla magnolia in giardino.
All’occorrenza la magnolia diventava anche un’astronave, complici i cartoni animati che guardavo.
A volte, con un’amica, costruivamo dei rifugi in casa con delle lenzuola appese.
Avere un rifugio è un’esigenza comune fra i bambini, potersi nascondere dagli occhi del mondo e anche dai genitori.
Mio padre, per accontentarmi, ogni estate mi costruiva una tenda in giardino ma non una tenda comune: era un assemblaggio di pali di plastica per i pomodori e teloni di camion. La temperatura all’interno era molto elevata ma era la MIA casetta. All’epoca sopportavo meglio il caldo. L’arredavo con biscotti, che fanno subito casa, disegni appesi alle pareti e cuscini. I disegni di solito erano dei ritratti di Paperino, Paperina, Minnie e Topolino. Ho passato molti anni a cercare di disegnarli alla perfezione perché il mio sogno nel cassetto, o nella tenda, era di diventare una disegnatrice Disney.
Quando pioveva mi rintanavo nella tenda ad ascoltare il rumore delle gocce e mi sentivo davvero fortunata.
Potevo stare lì a disegnare o a leggere un fumetto, potevo sgranocchiare biscotti e immaginare di vivere chissà dove.
Il senso dell’avventura pervade l’infanzia e a volte basta poco, anche solo un bell’albero, per recuperarlo.
L’altro giorno siamo stati lungo il Tevere, in un punto in cui dei grandi pini marittimi sono stati utilizzati per un percorso avventura. Su tanti pini c’è una pedana di legno e le pedane sono collegate fra loro da funi e ponticelli. In realtà l’area è chiusa da diverso tempo, io non l’ho mai vista aperta ma, basta guardare un secondo le pedane per costruirci sopra, con un tocco di immaginazione, una casetta sull’albero. 
E allora perché non arricchire la scena con due bambini che prendono il te? La casetta potrebbe essere dotata di un lampione, una casetta per uccellini e tante piante fiorite. Ma non voglio fermarmi qui, l’immaginazione è a buon mercato, non ha senso essere tirchi: allora immagino dei ponti fra gli alberi e delle bocce con dei pesci rossi, appese. Fiori sui ponti e luci ovunque. Poi un divieto di leone e un leone che lo guarda interdetto. E chi porta il te ai bambini? Un’altra bimba che fa il servizio caffetteria. Ma non è sola, viene aiutata da un polipo che porta le tazzine. E poi?

E poi la pedana potrebbe diventare una barca, con delle vele spiegate e dalla barca pendono sirene, pesci, conchiglie e sopra la barca una poltrona. Una bambina dentro una tinozza guarda in un cannocchiale e urla: “terraaaaa” e sopra la sua testa un pappagallo che ripete: “terra terra terra terra”.
Quante cose possono succedere su un albero, in quell’area franca in cui i bambini possono sfuggire alle pesanti leggi che regolano la terra. Guarda quelli sulla panchina, mica se ne sono accorti che sopra di loro si sta creando un mondo!
Alzate la testa, vi prego!

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. sidilbradipo1 ha detto:

    Meraviglia 💕
    Bacio
    Sid

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