I cieli si stendono dentro di me come sopra di me

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Il mio viaggio dentro il Diario di Etty Hillesum non è ancora terminato, così dovrete sopportarmi un altro po’.
Ho trovato diversi paragrafi che vorrei scrivere, illustrare e, soprattutto, ricordare.
A questo punto del diario, nei Paesi Bassi, la vita per le persone di origine ebraica diventa sempre più difficile.
Cibi razionati e divieti che impediscono di fare tantissime cose: il divieto di andare in bicicletta, il divieto di passare per alcune strade, il divieto di sedersi sulle panchine, il divieto di andare in campagna, il divieto di entrare in molti negozi.

Nelle pagine del Diario la vicenda personale di Etty, i suoi sogni, la sua ricerca di crescita personale, i suoi momenti di caduta, le sue aspirazioni di novella scrittrice, si mescolano ai grandi fatti della Storia. Eppure, nonostante la situazione sia grave, le parole sono leggere. Sembra quasi che non siano cose importanti.
Etty non è vinta e mai sarà una vittima perché possiede una libertà interiore sconfinata.
Sappiamo tutti dove finiranno questi divieti e la stessa Etty morirà ad Auschwitz, eppure non mi sento di dire che è stata una vittima. In ogni momento della sua vita, specie nel primo campo di transito, ha avuto un ruolo attivo.
Non ha mai solo subito le decisioni altrui.
Nel primo campo di transito in cui ha vissuto ha svolto un lavoro di assistenza psicologica a chi doveva partire per i campi di sterminio. Di solito la comunicazione arrivava con un preavviso brevissimo: di un solo giorno. I compagni di stanza erano incaricati di preparare velocemente il bagaglio della persona che doveva partire.
Etty, in questi luoghi tremendi, crea qualcosa di positivo e non lascia solo nessuno.
Non può cambiare il destino di nessuna persona, nemmeno il suo e mai l’ha voluto, ma può aiutarli a conservare la dignità e la forza interiore.

Dappertutto c’erano cartelli che ci vietano le strade per la campagna.
Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo, tutto quanto.
Non possono farci niente, non possono davvero farci niente.
I cieli si stendono dentro di me come sopra di me.”

Etty Hillesum

Questo passo ha una forza incredibile, una forza che non arriva dal rancore o dal desiderio di ripicca ma dall’eterno che vive dentro ogni persona.
Etty ha coltivato dentro di lei una libertà talmente grande che, seppur uccisa dal nazismo, non ha fatto di lei una vittima. Etty continua a scrivere: “Non ci possono fare davvero niente”.

Quando la giornata mi sembra dura, quando sono una trottola impazzita, quando mi sento manchevole in tutti i miei aspetti di essere umano, penso al cielo che si stende dentro Etty e ridimensiono tutto.
Buon cielo a tutti voi.

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