Il cerchio della s-cortesia

Voglio raccontarvi la mia esperienza per arrivare a parlare di quello che ho chiamato “Il cerchio della s-cortesia”, perdonatemi se vi annoierò un po’ con la storia della mia giga-pancia, non è un articolo sulla gravidanza o sulle mamme. Questa è una riflessione sulla cortesia donata e ricevuta, su quel cerchio NON virtuoso che si instaura indifferenza dopo indifferenza.

Negli ultimi tempi sono lenta, goffa, non riesco a legarmi le scarpe, faccio 3 scalini e inizio a soffiare come un mantice, mi stanco subito.
Nulla di strano, sono incinta di due gemelli.
Mi è capitato, col mio giga-pancione, di dover viaggiare in treno da sola per lunghe tratte, prendere il pullman, fare la spesa e cose simili, di nuovo nulla di strano.
L’unica cosa strana, che mi ha molto colpito, è stata la, quasi, totale indifferenza delle persone.
Le stesse che, incontrandoti per strada notano subito la giga-pancia, ti raccontano del cuginetto morto in fasce (gemello pure lui, che deliziosa coincidenza!), del parto “col machete” della moglie, mai più ripresa dallo squartamento, di quanto sarà dura, durissima.
Per qualche strano caso, quando c’è bisogno di una mano, tu e la giga-pancia diventate invisibili agli occhi degli altri.
Sono le stesse persone che devi guardare dritto negli occhi e dirgli: “dovrei sedermi”, mentre occupano gli unici posti riservati su un pullman.
Sono le stesse che rincorri, per farti aiutare con la valigia a scendere dal treno. Eppure non li raggiungi perché, tempo che articoli un “mi scusi, mi potrebbe aiutare…” e quella persona è già scesa, veloce e scattante.
Sono le stesse che, nelle vecchie stazioni senza scale mobili né ascensori si fermano a osservare come te la caverai, senza mai avvicinarsi.
Sono le stesse che, quando racconti quel che ti è successo, ti dicono: “Ma che vuoi? Anche a me è successo ma ce l’ho fatta da sola”. Perché spesso sono proprio le madri ad essere meno comprensive, ti diranno che a loro è successo uguale, anzi peggio, che loro erano incinte di un bambino ma sicuramente pesava più dei tuoi due (perché, in alcune donne, la gravidanza gemellare crea immediata competizione), sono cadute, si sono rialzate, hanno stirato la gonna sgualcita, si sono fatte la piega ai capelli e hanno proseguito per la loro strada.
Ovviamente non vale per tutte le persone ma ho notato che non solo l’aiuto è ridotto ai minimi termini ma pure l’empatia non è messa bene.
Per qualche particolare motivo non fa tanto strano che al supermercato, alle casse prioritarie, non vogliano cederti il passo, anzi rispondono sbuffando se non proprio male; fa strano che tu lo dica.
Di solito, chi ti ascolta, ti risponde con un: “preparati che peggio verrà”.
Eppure tante persone, sicuramente, in passato hanno avuto un’esperienza del genere, non solo per una gravidanza, basta un infortunio, un nonno anziano o un malessere passeggero.

Per qualche strano motivo saranno proprio loro ad aiutare meno il prossimo. Loro, che non hanno avuto aiuto, perché dovrebbero aiutare te?

Credo che il punto sia questo.
Se io non ho ricevuto aiuto, perché dovrei dare indietro qualcosa? Che si arrangino. 
Anche la mia prima reazione è stata dire: “basta gentilezza! Non voglio più fare un gesto gentile, rinnego ogni singola gentilezza fatta per strada, al supermercato, in treno o chissà dove.”

Sono proprio una stupida, come se quell’anziano, quel ragazzo con le stampelle o quella mamma con i bambini piccoli mi avessero fatto qualcosa.
Come se, non aiutando loro, aiutassi me stessa.
Probabilmente funziona proprio così il cerchio della s-cortesia.

Chi non riceve gentilezza e comprensione si ripromette di non donarla, chi non è stato aiutato si convince che, alla fine, se lui ha fatto tutto da solo, bene e senza problemi, perché gli altri dovrebbero avere un altro trattamento?
Magari ha offerto aiuto e qualcuno lo ha pure rifiutato.
Non basta questo rifiuto per smettere di dare una mano a chi è in difficoltà o rispondere a una richiesta di uno sconosciuto?
NO.

Ho cambiato idea, non voglio entrare nel cerchio rancoroso della s-cortesia.

Io arrancherò ancora per poco tempo, poi, faticherò quando sarò da sola con un passeggino gemellare, poi cresceremo tutti e avremo meno bisogno di queste cortesie.
Invece ci sono persone che ne hanno bisogno finché campano.
I due scalini che ora, con una valigia, sembrano due montagne  torneranno due scalini.
Invece chi è su una sedia a rotelle continuerà a scontrarsi con due montagne.

Chi è anziano o invalido avrà sempre bisogno di aiuto per salire su un mezzo pubblico e avrà sempre bisogno di avere un posto dove sedersi.

Non voglio far parte di quelli che gli diranno “sta a casa, se non riesci a fare la fila al supermercato”.
O di quelli che distolgono lo sguardo.
Credo fermamente che, nella vita, bisogna tendere al meglio, non per una mania di perfezionismo ma per me, per quel che sono io. Non solo sul lavoro, il meglio è per sempre, altro che un diamante.

Per migliorare la mia vita e non peggiorare quella altrui, voglio rompere il cerchio. Io la cortesia non l’ho ricevuta ma farò più attenzione a donarla, più attenzione di prima.

Se qualcuno rifiuterà pazienza, sono sicura che molti saranno felici di ricevere una parola gentile e una mano in più, oltre alle due che hanno in fondo alle braccia. 

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6 Comments Add yours

  1. itacchiaspillo ha detto:

    Complimenti per la tua giga pancia! 😀

    La cortesia è diventata così poco praticata da far nascere il sospetto che se sei cortese stai prendendo qualcuno per il didietro!
    Eppure basterebbe tanto poco…

    Un abbraccio grande per questa tua avventura ❤

  2. polepole ha detto:

    Che bella lezione!
    E un abbraccio alla panza e al suo meraviglioso contenuto! 🙂

    1. asabbri ha detto:

      Grazie! Abbraccio ricambiato!

  3. Valeria ha detto:

    Brava Sabrina!! Così si fa e sai perché? Perché proprio ora che nel mondo stai per far entrare in scena due, non una (wow) meravigliose creature, motivo di più per rendere il mondo un posto migliore, per loro, e motivo ancor più valido, dar loro un buon esempio da seguire, perché vadano in mezzo a questo mondo scortese a piantare gentilezza. Qualcosa crescerà e quel qualcosa sarà un sorriso sorpreso e riconoscente. Un gesto gentile inatteso tu cambia la giornata, ti cambia un’opinione e a volte ti cambia la vita.

    Ps io dei miei due parti dico sempre e sopratutto lo dico a chi è vicina, certo non nego che ci sarà una fase dolorosa, ci mancherebbe, ma l’arrivo, il momento magico in cui per la prima volta gli sguardi finalmente si incredibilmente si incontrano e sai che sarà per sempre e senti che è un amore che non sapevi potesse esistere … scusate, di cosa stavamo parlando prima?
    Invece per l’allargamento, ecco lì mi sento di dire una parola e la parola è, se vuoi allattare e l’inizio è in salita non ti scoraggiare e fatti aiutare da una brava ostetrica, adottala. Per un mese ci sarà da far fatica (nel tuo caso doppia) ma poi tutto ingrana e quel mese che sembrava non finire mai, anche quello, dopo non te lo ricordi più.

    1. Valeria ha detto:

      Non era allargamento, direi che nella fase precedente c’è stato abbastanza allargamento… era allattamento 😘

    2. asabbri ha detto:

      Ciao Valeria, si ho pensato anche a questo, che cosa voglio passare alle due bimbe in arrivo? Il rancore? Il messaggio: non aiutate nessuno? Sinceramente no!
      Ti ringrazio per le belle parole, per il parto e per l’allattamento, (in effetti non capivo l’allargamento, c’è un certo allargamento di panza ma non è molto difficile da ottenere :D) ho sicuramente bisogno di una buona ostetrica…

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