Lasciare andare e lasciarsi andare

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Una situazione che ci schiaccia, un rapporto che ci toglie il fiato, una scelta che non ci rappresenta più, o che non ci ha mai rappresentato, sono tutte cose da lasciare andare via, lontano da noi.

LASCIARE ANDARE.
Liberare quel che non ci rappresenta, come dei palloncini nel cielo azzurro.

Quante volte lo abbiamo consigliato a qualcuno?
Lascialo andare via, allontanati, vattene lontano da quel posto, quel lavoro, quella persona.
Poi, quando tocca a noi, ci accorgiamo che tanto facile non è.
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Forse perché quella situazione, quel rapporto, quel lavoro, quella scelta, sono ancora parte della nostra persona.
Non li vogliamo, ci fanno soffrire, ci creano malessere, eppure hanno un posticino, da qualche parte, nel nostro cervello.
Non è una forza estranea che agisce su di noi creando malessere, non è un rapporto a senso unico, è un rapporto bilaterale di cui siamo parte integrante.

Quando parliamo con qualcuno, la comunicazione può avvenire solo se, da parte di quella persona, c’è una risposta.
Poco importa se è una risposta positiva, negativa, scocciata, spaventata, triste, allegra: l’importante è che quel feedback ci sia.
Può dirci che non ci vuole parlare, che non parlerà più con noi, che è l’ultima volta che lo fa, eppure sta proseguendo il rapporto, ancora una volta la comunicazione può continuare.
Solo quando  di fronte a noi troveremo un muro, troveremo NIENTE, solo e solamente a quel punto, davvero, non ci sarà più comunicazione.
Finché ci saremo ancora, seppur scontenti, arrabbiati, agitati, saremo parte integrante di quel rapporto.
Rinsalderemo la colla che ci tiene stretti a quel luogo, a quelle persone, a quel lavoro.
La nostra mente è lì, è immersa in quella situazione, paralizzata nei movimenti.
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Per cui, oltre a LASCIAR ANDARE dobbiamo imparare a LASCIARCI ANDARE. 
Togliere gli ormeggi, ritirare l’ancora che ci tiene fermi in quel posto e andare via.
Via dalle sicurezze che anche una situazione di malessere ci può dare.
Via dal rapporto che, nel bene o nel male, ci fa sentire parte di qualcosa.
Solo così potremo guadagnare la libertà mentale di azione.

Liberare la mente e portarla lontana dalle paure, dai ricatti, dalle sicurezze e insicurezze, è estremamente difficile.
Servono esercizio e coraggio.
Coraggio perché essere liberi nel grande mare fa paura ma, una volta imparato a nuotare, sarà bellissimo.
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Io sto imparando a essere coraggiosa, la mia mente è ancora paralizzata ma, pian piano, muoverà i primi passi verso la libertà.
Gran parte dei miei disegni rappresentano la volontà di liberarsi, migliorarsi, elevarsi, volare, staccarsi dalla terra. Non è una scelta consapevole e ponderata. Sono immagini che arrivano da un posticino nascosto dentro di me che dice “liberami, andiamo via”.
So che è quel che vorrei fare ma ancora non so mettere in atto. La mia mente è ancora qui, ferma, che prosegue la comunicazione con quel che vorrebbe lasciare.
Non so quanto ci metterò a “liberare la mente” ma, come direbbe Socrate, almeno so di non sapere, ed è già un punto di partenza.

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