L’uccello di fuoco è un gallinaccio qualsiasi. Stravinskij e i concerti di Radio3.

Radio3 mi fa compagnia mentre disegno, cucino o sono al computer.
Radio3 è il mio ponticello verso il mondo e, ascoltandola, ho imparato qualcosa di nuovo ogni giorno.
La prima volta che mi sono imbattuta in Radio3 è stato qualche anno fa: parlavano dei Fauves e di Stravinskij.
I Fauves li conoscevo e mi piacevano assai ma di Stravinskji non sapevo nulla (di nulla, di nulla).
Stavano per trasmettere “l’uccello di fuoco” di Stravinskji, il compositore non lo conoscevo ma avevo ben presente chi fosse l’uccello di fuoco. Amo le fiabe e avevo da poco finito di leggere le “Fiabe russe” di Aleksandr Afanasjev  in cui l’uccello di fuoco compariva spesso.schermata-2017-01-23-alle-18-26-42
L’uccello di fuoco è una creatura particolare: è libero, bello, dignitoso, grande, con piume impareggiabili e dorate, ma si comporta come un piccione qualsiasi. Va a beccare impunemente dove gli pare, soprattutto nel giardino del Re.
Si dà pure il caso, per sfortuna del povero uccello di fuoco, che le sue piume siano miracolose e catturare un uccello di fuoco sia una cosa molto ambita dal Re e dai figli del Re. 
Per cui, possiamo desumere, che l’uccello di fuoco non sia più intelligente di un comune piccione visto che va a beccare proprio nel giardino del Re.
Radio3 quel giorno mi fece saltare dai Fauves e la loro pittura, dal modo di comporre di Stravinskij, che poteva essere considerato “fauves”, e le fiabe russe con l’uccello di fuoco.
Già qui mi avevano catturato, poi iniziò la musica.
Mi sembrava proprio di vederlo l’uccello di fuoco, la musica era leggera, dispettosa. Quella bestiaccia, con le sue zampette, saltellava nel giardino del Re, beccando qui e là.
(Nell’immagine sotto potete vedere una variante di Uccello di Fuoco ricavata da una spilla birra da bar)uccelloparadiso
Da quel giorno più o meno costantemente sono stata un’ascoltatrice di Radio3 e spesso la domenica mattina ascolto il concerto di Radio3, in diretta dal Quirinale.
Qualche settimana fa mi sono detta: e se andassimo al Quirinale ad ascoltare il concerto del mattino?
Sarà possibile?
Costerà tanto?
Ho fatto una banale ricerca su google:“concerti Quirinale radio 3 domenica mattina”.
Ebbene, sono gratis questi concerti.
Gratis, signori! 

Basta la sola prenotazione.
Così domenica, con il mio gentil consorte, siamo andati a Roma e ci siamo messi in fila per entrare al Quirinale.
Con noi altri allegri settantenni.
Ho capito che l’età media era avanzata quando sono passati insistentemente a chiedere  se c’era qualcuno che avesse bisogno della toilette.
“Poi per un’ora non potrete andare al bagno”.
Chiaramente si stavano prevenendo i problemi di prostata.
Subito dopo ci hanno accompagnato nella bellissima Cappella Paolina con un soffitto decorato di oro e stucchi bianchi, molto luminosa.
Le seggiole erano verniciate d’oro e la seduta ricoperta di velluto rosso.
Abbiamo ascoltato “L’Historie du Soldat” di  Stravinskij, su libretto di Charles-Fernand Ramuz, suonato dalla Camerata strumentale “EptaFoné”16114079_1189299317849865_8351445778229173619_n
Un soldato, ritornando dalla guerra in licenza, incontra il Diavolo.
Che vuole da lui il Diavolo?
Vuole il suo violino da 4 soldi, ma non è solo il violino che il soldato perderà vendendolo al Diavolo ma… l’anima!
Il Diavolo però non gli ruba nulla, anzi! Si svolge una regolare trattativa in cui il violino viene barattato per un libro prodigioso, capace di creare soldi a palate. Il soldato diventa rapidamente un ricco commerciante: tessuti, broccati, oggetti, cibi, commercia ogni cosa.
Ma si sa che senza l’anima non si sta bene, il soldato torna al suo villaggio e nessuno lo riconosce: la madre scappa, la fidanzata è sposata da tempo con due figli, i suoi amici lo ignorano.
Così, il soldato, senz’anima, diventa rapidamente infelice, ora che ha tutto si sente il più misero degli uomini.
Qui iniziano le sue astuzie per recuperare il violino e la felicità.
La musica non è triste, non è greve, anzi, è divertente.
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Quel che mi ha sempre colpito molto di Stravinskij è la sua capacità di sorprendere, di cambiare ritmo e suoni. 
Anche in questo caso non sono riuscita a immaginare un Diavolo tetro, cattivo e spaventoso, come avrebbero potuto descriverlo molti altri compositori, la musica racconta di un Diavolo che gioca, che tenta le persone ma mercanteggia, appare e scompare, può essere ingannato, vinto o fermato momentaneamente. Insomma, un Diavolo buffo.
Me lo sono immaginato gigante suonare il piccolo violino del soldato e poi diventare piccolo piccolo, man mano che il soldato prendeva forza.
Il tema della rivincita sul Diavolo è trattato davvero in tanti modi e da tante storie, leggende e fiabe ma, in questo balletto, ha una grazia e una leggerezza rara.
Durante il concerto ho disegnato sul mio blocco da viaggio, il modo migliore che conosco per portarmi a casa un “ricordo” della giornata!

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6 Comments Add yours

  1. sidilbradipo1 ha detto:

    Che dire: straordinario!
    Il concerto al Quirinale, e i tuoi disegni 😀
    Bacio
    Sid

  2. Il tuo post è una lettura piacevolissima! Interessante tutto quello che dici, davvero e i disegni sono stupendi. Devo assolutamente fare circolare la voce tra i miei amici di Roma per il Quirinale! Complimenti!

    1. asabbri ha detto:

      Passa parola 😉 io domenica mattina faccio il bis!

      1. condiviso su FB !

      2. Scusa, questo condiviso su FB …..

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