Lavoro come un giardiniere. O come un contadino.

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Il 2017 neonato non è entrato in sordina ma è arrivato urlando, agitando i suoi giorni novelli e chiedendo molte attenzioni.
D’altronde è il fratello del 2016, anno in cui ho messo in cantiere tanti progetti e lavorato tanto, molto più di quel che pensavo di saper fare. Nei primi 19 giorni di gennaio ho chiuso due grossi progetti editoriali (iniziati nel 2016), che spero di vedere presto stampati ,ho proseguito i ritratti di famiglia, ho iniziato un nuovo quaderno per la bura-bottega15940415_1176825365763927_420436085722539258_n
La bura-bottega ha sempre bisogno di molte attenzioni: nuovi lavori, presenza sui social, saper raccontare sul blog progetti e sogni; è una creatura affamata di tempo che dà buoni risultati solo se glielo si dedica.
Da qualche giorno ho messo in stand-by i tessuti, perché ho bisogno di capire come ottimizzare i costi e i tempi di realizzazione.
Sarà per questo che buoni propositi non ne faccio mai, sono abituata a tuffarmi a pesce nelle cose e questo 2017 non ha fatto certo eccezione.
A volte sono fin troppo impulsiva con i miei progetti, con la bura-bottega ho fatto così, mi sono buttata, se aspetto troppo a iniziare un progetto finisce che non lo realizzo. Correggo il tiro strada facendo, lo miglioro, capisco i suoi punti deboli e quelli di forza.
Il 1° di gennaio ho iniziato a leggere gli scritti di Joan Miró: “Lavoro come un giardiniere” e, anche se non possono essere paragonati a dei buoni propositi d’inizio anno, mi hanno però regalato delle riflessioni. Se già prima apprezzavo Miró come artista, dopo aver letto i suoi pensieri sull’arte e della sua generosità  verso ogni forma di attività culturale, non posso che amarlo ancora di più.
Nel pezzo che si intitola appunto: “Lavoro come un giardiniere” Miró paragona i suoi sforzi nel campo dell’arte a quelli di un contadino con il suo orto. 15541286_1152523731527424_9028964140309990341_n
Il paragone ben si confà alla mia visione semplice e, a volte, contadina del mondo e dell’arte. Le sue parole mi hanno dato modo di pensare  che questo è l’anno giusto per lavorare come un giardiniere.


“Lavoro come un giardiniere o come un vignaiolo. Le cose maturano lentamente. Il mio vocabolario di forme, ad esempio, non l’ho scoperto in un sol colpo. Si è formato quasi mio malgrado. Le cose seguono il loro corso naturale. Crescono, maturano. Bisogna fare innesti. Bisogna irrigare, come si fa con l’insalata. Maturano nel mio spirito.”


Burabacio ha bisogno di essere curato come un giardino: vanno potate le attività che fanno disperdere energie e che non danno frutto, i progetti buoni devono avere più luce, più acqua e soprattutto di più tempo.
Mi sono accorta che, nel 2016, ci sono stati tanti ottimi progetti che sono piaciuti, hanno funzionato e che avrebbero meritato di essere ampliati ma non ho potuto farlo perché avevo preso troppi impegni. Tante volte, proprio gli impegni che mi hanno dato meno indietro, sono stati quelli che mi hanno tolto più energie e tempo, soffocando il resto.
I quaderni della bura-bottega avrebbero meritato più tempo, sono stati apprezzati davvero tanto, io sono piena di fogli con appunti, idee, bozze per nuovi quaderni o per migliorare quelli già esistenti. Però li ho messi sempre in seconda fila e da agosto, dopo aver completato l’agenda, non ho più avuto modo di sfiorarli. Mi rendo conto che è stato un errore visto che la bura-bottega, nel suo primo anno di vita, ha realizzato più di 1000 vendite (concentrate soprattutto negli ultimi 6 mesi dell’anno).
Tutto si fa per imparare e non è semplice riconoscere un progetto buono da uno che ci farà perdere tempo. 15871858_1174345246011939_5424604048488792384_n

Dopo un 2016 in cui sono state seminate e coltivate tantissime cose nell’orto-giardino di Burabacio, questo è il momento adatto per fare delle scelte e dare la possibilità ad alcuni progetti di crescere e diventare grandi.
Quindi anche io, nel 2017, lavorerò come un giardiniere.
Anzi, come un contadino, che mi si addice di più! 16002737_1186555404790923_4208949740230945519_n
PS: la “pubblicità” alla Perugina non è voluta, ho trovato questi cioccolatini per caso

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3 Comments Add yours

  1. sidilbradipo1 ha detto:

    Moi ansiosa di vedere i tuoi nuovi progetti 😀
    Da qualche giorno ho messo in stand-by i tessuti: spero non quelli del bradipo che è curioso di stropicciare il suo sirenoso cuscino :mrgreen:
    Bacione
    Sid

    1. asabbri ha detto:

      Ciao Antonella! Assolutamente non il tuo! Sto solo aspettando il tessuto stampato, è proprio per questo che sono in stand by, voglio migliorare questa parte altrimenti c’è da aspettare troppo!

      1. sidilbradipo1 ha detto:

        La curiosità aumenta… 😛
        Il bradipo è sempre in stand-by, don’t worry :mrgreen:
        Bacio
        Sid

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