L’albero della vita (e non si tratta di Expo)

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12495162_905182952928171_7259249148129656030_nHo finito da poco di leggere “Il potere del mito” di Bill Moyers in cui intervistava Joseph Campbell sulla mitologia e sulla sua attualità nel mondo di oggi. Campbell è un abile narratore ma il suo più grande pregio è di sapere far vivere il mito, descriverlo come un vecchio amico di cui si conosce tutto, anche la sua importanza nella nostra vita. Prima pensavo che la mitologia fosse una cosa morta, affascinante sì ma totalmente lontana da me, lui ha saputo farmi ricredere, persino entusiasmarmi.
Mi ha fatto riflettere sulla necessità di avere un rituale e del ruolo della mitologia nella nostra vita ancora oggi per sancire momenti importanti, per saperci comportare nel passaggio da una fase all’altra della vita. La mitologia è viva e vegeta e ancora ci aiuta a orientarci come una mappa delle stelle.
La mitologia affronta non tanto la vita ma l’esperienza della vita.
Una delle sue frasi più belle è che il sogno è una cosa che riguarda una sola persona mentre la mitologia è il sogno di una società. Ogni mito nasce dalla società che lo genera e dall’ambiente in cui vivono quelle persone, ogni epoca genera nuovi miti per spiegare le stesse cose: come si nasce, come si cresce, come si affronta il dolore, la vecchiaia e infine la morte.

Campbell non parlava solo di mitologia ma anche di religioni, da quelle più antiche che rotolano dalla notte dei tempi: i cacciatori legati ad animali guida che si sacrificavano per sfamarli fino a religioni più recenti, quelle delle popolazioni dei coltivatori che parlano sempre di una morte del Dio, del suo essere seppellito nella terra per poter rinascere a nuova vita, come il seme che dà frutto. L’idea della morte come necessità per poter generare non è nuova, è stata usata da tantissime religioni, però la sua immagine è forte e potente, così forte da farmi nascere nella testa questa donna.
Non so dire se lei sia morta o solo addormentata, so che da lei, adagiata in un caldo ventre azzurro, parte la vita. La donna da sempre è vicina alla vita, ci ricorda la forza della vita.
Quest’immagine è anche un augurio: rinascete ogni giorno, rinascete sempre, date frutti, non abbiate paura di cambiare, di invecchiare, di procedere nell’esperienza della vita perché è l’unica esperienza che possiamo fare e voi siete la Vita, ce l’avete dentro.

Questo libro mi costringerà a leggerne molti altri e ad addentrarmi nel mondo della mitologia per la prima volta nella mia vita. Questi amori tardivi sono bizzarri, mi rapiscono e mi fanno faticare molto, ormai ho 35 anni e non ho fatto studi classici, non ho le basi per capire tutto e bene però gli amori sono così, non sentono ragioni e ti portano via.

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