Vuoi un turcét? (la traduzione nel post)

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Inizierò dicendo una cosa nuova: sono piementese.
La seconda, forse davvero nuova, è che mi piacciono i torcetti di Lanzo.
Che cosa sono?  Dov’è Lanzo?
So che vi si affolleranno molte domande nella testa a cui cercherò di dare risposta.
I torcetti sono dei biscotti senza uova cotti nel forno a legna e, a differenza di molti biscotti, hanno nell’impasto del lievito di birra.
La domanda “Vuoi un turcét?” (traduzione: vuoi un torcetto?) può avere un dolce ma anche un triste risvolto.
Guardate bene l’espressione di chi ve lo propone, se ve lo sta dicendo inferocito e con fare minaccioso vi sta promettendo un grande manrovescio che prende il nome di torcetto dal movimento che farà il suo braccio per colpirvi e tornare indietro. Questa è la classica espressione della mamma piemontese. A questo punto direi che potreste rifiutare: “Sono pieno grazie”.
Al contrario se chi ve lo dice è docile e ha lo sguardo gentile vi sta offrendo un biscotto tipico delle Valli di Lanzo e del Canavese, a questo punto vi consiglierei un “Si, grazie!”.
Quindi vi ho già svelato un’altra caratterista del torcetto: come dice il nome è torto su se stesso, pare che in altri tempi non fosse altro che la versione dolce dei grissini che venivano poi “piegati in due” e cotti nello stesso forno a legna dopo pane e grissini.
E Lanzo, dov’è Lanzo? Lanzo, Lans in dialetto, è nelle valli di Lanzo, in provincia di Torino e dà il benvenuto alla zona montuosa, a Lanzo si inizia a respirare l’aria di montagna, la stazione ha il tetto a spiovente e le tegole sono di pietra scura. A Lanzo c’è il bel ponte del Diavolo del 1378, costruito a schiena d’asino, serviva a collegare Lanzo con le sue valli valicando il fiume Stura, attenzione si dice la Stura: è una signora. Se avete un po’ di tempo vi consiglio di farvi una passeggiata nel parco del Ponte del Diavolo fino al pentolone del Diavolo oppure, se è molto caldo, potete spiaggiarvi sul lungo fiume, lì in genere si sta bene e l’acqua è sempre ghiacciata, perfetta per metterci a mollo un cocomero. C’è anche la piccolissima cappella dedicata a San Rocco ma non l’ho mai vista aperta.

Il nome del ponte deriva da una leggenda che ci svela l’identità dell’artefice del ponte, secondo voi chi?
Il Diavolo.

Era difficile eh?
Il Diavolo intervenne nella costruzione perché erano già ben due volte che il ponte crollava, così lui si impegnò a costruirlo in cambio di una cosina da nulla: dell’anima del primo a transitare sul ponte.
Visto che i valligiani sono furbi fecero passare un cane. Il Diavolo, che scemo non è, non la prese bene e inferocito sbattè violentemente le sue zampe sulle rocce formando le Marmitte dei Giganti. In realtà le Marmitte sono dei fenomeni geologici dovuti all’azione dell’acqua sulle rocce ma per per i locali sono il posto in cui il Diavolo ha cucinato la minestra necessaria ai suoi aiutanti. Del Diavolo si può dire tutto ma non che non dia di che mangiare a chi lavora per lui!
Perché vi racconto tutto questo? Perché Lanzo è poco conosciuta ma è un piccolo gioiello attaccato a Torino, merita anche solo guardare l’acqua che passa sotto il ponte, azzurrissima grazie al colore particolare delle rocce sul letto del fiume. Non dimenticatevi il cocomero da mettere a mollo e una confezione di torcetti. Se vi rimane del tempo potreste giocare a disegnarci intorno come ho fatto io…

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Roberto ha detto:

    Per caso, visto che è esperta di “turcet” mi permetto di chiederle una cosa.
    Ricordo, da una filastrocca che sentivo da piccolo.. “….fasia i caosett, scapaje na maja, rivaje ‘n turcet” dove per turcet si intente uno schiaffone.
    Lei che vive nella Capitale dei Turcet, sa per caso, tramite qualche compaesano
    tutta la filastrocca?

    1. asabbri ha detto:

      Purtroppo non so dirle il proseguo della filastrocca! Devo provare a chiedere ai miei genitori 🙂

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