Raccogliere semini e nuotare nei percorsi pedonali.

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10407853_797279467051854_3713475076099365336_n-1Cammino.
Cammino spesso, cammino appena posso: mi rilassa, mi aiuta a pensare, mi fa sentire un essere umano.
Lavoro tutto il giorno al chiuso, in una piccola stanza di un piccolo ufficio ed è tutto bianco e grigio. La luce è quella dei neon, le finestre sono satinate, la temperatura è costante, l’aria è ferma, per cui cerco di stare fuori il più possibile; con il caldo, il freddo, la pioggia, la neve.
Cammino per ricordarmi che la luce varia, ci sono dei colori, la temperatura non è una costante ed ho pure delle gambe.
Inoltre suppongo che camminare mi piaccia.
In ultimo confesso che cammino per raccogliere foglie, semi, fiori, sassi, rami e tutto quello che potrei usare per disegnarci intorno.

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Ieri, grazie a questo caldo improvviso, il percorso pedonale era pieno di persone di ogni età, si partiva dai neonati per arrivare ai vecchi.
Le giovani mamme straniere passeggiavano spingendo passeggini e non ho potuto fare a meno di notare che loro giovani lo sono per davvero, due avranno avuto vent’anni e un fiore nei capelli.
Le panchine erano impegnate da gruppi di ragazzini, una era tutta maschi e una tutta femmine e poco più in là due ragazzine avevano la musica a palla e provavano balletti. Una diceva all’altra “speriamo che i maschi siano abbastanza furbi da venire qui”. 
Non so poi sono stati abbastanza furbi quei maschi lì.

Poco oltre adolescenti si lamentavano degli ultimi giorni di scuola e delle ultime interrogazioni.
Poi i branchi di bambini, loro non occupano le panchine ma si muovono in gruppo dietro a un pallone. Le bambine invece sono già intente a parlare, parlare e parlare.
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Alcune panchine dopo dei vecchi facevano l’elenco degli acciacchi mentre delle vecchie (i maschi coi maschi e le femmine con le femmine non è una prerogativa solo dell’infanzia) sfrecciavano veloci con i vestiti a fiori e luccicanti scarpe da runners, comprate credo dai nipoti. In genere loro parlano di cibo, così pure facevano ieri sera.
Ad un tratto è comparso pure un gruppo di giovani donne indiane coi sari colorati, questo è davvero un tocco esotico per il piccolo paese di provincia che siamo, mi ha lasciato stupita ma non è la prima volta che le vedo.
Da una finestra una televisione parlava d’amore e fuggire via.
Un ragazzo camminava con un cane e gli parlava in continuazione “Sono stanco! Va piano! Sono almeno 30 volte che ti dico che sono stanco!” ma al cane non gliene fregava nulla.
Una coppia atletica, munita di luce, camminava veloce senza parlarsi.
Sicuramente ho dimenticato qualcuno.
Poi c’ero io, un pesce curioso che nuota nel percorso pedonale e guarda, raccoglie, annota…

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