Il gioco dei doppi: quello che vive appena sotto il filo del visibile.

ilgiocodeidoppi_bassa doppio_dettaglio_bassa doppio_Detta1_bassaSe dovessi descrivere in poche parole questo fine settimana direi:
bello, emozionante, stimolante e impegnativo.

Sono stata a Civitella San Paolo (Roma) per la mostra:
“Gli Intrusi: chi non sa guardare non può vedere” nata da una collaborazione tra i miei disegni e le foto de I Fotografi Ambulanti.
Tante persone, tante scale (il bellissimo Palazzo Cairoli, da poco ristrutturato, è su 3 piani! Dovete vedere le sue sale curate e le pareti di pietra), tanti biscotti forniti con amore da Biscotto Clandestino (ora dovrò iniziare seriamente la dieta, ho tristemente notato che nelle foto la mia faccia è una luna piena) e svariate altre belle cose.

Quando si lavora ad un progetto il momento della “mostra” è la piccola parte finale di un lungo percorso di solitudine, che ti ha relegato in casa per molte sere, fine settimana e magari anche notti.
La mostra è la fase “farfalla” nella vita del bruco-progetto, la possibilità di far volare, fra le persone, pensieri e idee che fino al giorno prima erano chiuse nella tua testa.
Per questo è stato molto bello vedere Gli Intrusi-farfalla volare in mezzo a tutti quelli che hanno avuto la bontà di venirci a trovare.
A breve riusciremo a scaricare le foto così potrete vedere Gli Intrusi appoggiati alle pareti in pietra di Palazzo Cairoli in tutta la loro farfallosità.

Nel frattempo pubblico questo disegno, nato a cavallo della fase farfalla degli Intrusi, a cui ho dato il nome: il gioco dei doppi.
La vicinanza con il Lago Trasimeno e con le colline umbre mi ha suggerito di guardare meglio i riflessi dell’acqua: cosa c’è realmente e cosa viene riflesso?
La realtà è sempre sotto ai nostri occhi?
Siamo in grado di riconoscerla o vediamo solo un piccolo pezzo?
Sotto il filo del visibile ci sono annidate cose non dette, cose sperate, cose che vivono nascoste perché troppo fragili per la luce.
E poi le città che si adattano al territorio, si allargano e si deformano per poter vivere. Come antichi camaleonti di pietra.

 

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