i disegni dell’attesa

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Ci sono giorni in cui si deve attendere, non si hanno molte alternative se non mettersi buoni da una parte e attendere.
Si attendono molte cose: che smetta di piovere, le buone notizie ma, in particolar modo, l’esito di qualcosa di cui non si ha controllo né potere.
I primi disegni d’attesa sono comparsi aspettando l’esito dell’operazione di mio padre, quando non si ha voglia di parlare, di camminare e tanto meno di pensare: lasciare la testa correre su un foglio e riversare lì il suo contenuto è un ottimo sistema, almeno per me.

Questa volta i disegni d’attesa sono iniziati con un tendine infiammato e la necessità di aspettare la sua guarigione, tanti ghirigori sono apparsi sul foglio e ho iniziato a colorare gli spazi che venivano via via a crearsi. Mi sono concessa il lusso di giocare con le linee, senza voler arrivare a un risultato a tutti i costi.
Poi ho dovuto attendere ancora e i ghirigori sono tornati prepotenti per raccontare pensieri confusi, piogge torrenziali fino a trasformarsi in capelli infinitamente lunghi e strade che portano a sogni.
Come se non bastasse  il signor Propp e le sue “Radici storiche nei racconti di fatemi ha rapito, confuso, sorpreso ed esaltato. Le fiabe che mi raccontavano da piccola nascondono radici profonde che si ritrovano nell’America Centrale, in Siberia, in Oceania, Africa, Europa e in Australia: praticamente ovunque.

Fin dalla notte dei tempi, in ogni punto del globo, abbiamo avuto paura delle stesse cose e le abbiamo elaborate in modo simile, abbiamo affrontato il mistero della morte e abbiamo partorito gli stessi mostri: questa considerazione dovrebbe bastare per capire che siamo tutti uguali e allontanare il razzismo dalle nostre case.

Le fiabe di tutto il mondo conservano le tracce dei riti delle tribù primitive legate alla caccia, le prime elaborazioni della morte, i primi tentativi di astrazione dell’uomo per poi fare spazio alla rivoluzione dell’agricoltura: qui le storie si sono fuse, arricchite, modificate.
Restituisco generose i riti religiosi persi da tempo ma mai del tutto morti: alcuni aspetti li ritroviamo forti e chiari nelle grandi religioni monoteiste.
Oscuri narratori dalla notte dei tempi hanno rielaborato il lungo percorso dell’uomo per arrivare a quello che siamo oggi e che, coscienti o meno, ognuno di noi si porta dietro.

stradesogni_bass

pioggia_bassa

pensieritortuosi_bass

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