L’Andalusia è famosa per i suoi elettrodomestici. (cronaca semiseria di viaggio)

il

andalusia

Questi sono appunti semiseri (e anche semifreddi) sull’Andalusia.
Fuggite lontano da questo blog se cercate informazioni serie e utili.

L’Andalusia è una zona ricca di elettrodomestici, la sua geografia si snoda attraverso microonde multifunzione, forni cuocenti, piastre elettriche e macchine per caffé americano (di cui ne farei volentieri a meno).
Si può incontrare, con un minimo di impegno, spremiagrumi elettrici e tostapane (basta appostarsi dietro la porta della cucina nelle prime ore della mattina), per non parlare dei fon con la regolazione dei gradi, ma questi vanno stanati con un po’ più di impegno. Introducendosi in cucina in punta di piedi si può scorgere un esemplare di lavastoviglie con Lucina Verde, è nel periodo del grande pre lavaggio e accoppiamento, per garantire la riproduzione del brillantante, quindi non disturbatela!
E non guardatela che è molto pudica.

Essendo una donna a cui il “triangolo dei bermuda” l’ha privata della gran parte dei comfort (per capire di cosa farnetico leggi qui), una donna abbandonata dal forno, dal microonde, dalla macchina per il pane, per non parlare della lavastoviglie che non si è mai manifestata, posso dire che l’Andalusia è il paradiso della massaia multifunzione.
Della massaia Bimby che ha installato almeno 7 programmi diversi nel cervello, incorporata la cottura elettrica e vapore.
Avrei voluto consumare ogni singolo elettrodomestico, ripercorrere ogni tacca della macchina del caffé americano, ogni scanalatura dello spremiagrumi ma, devo essere sincera, non ce l’ho fatta.
C’era pure un vasto mondo da vedere, un po’ musulmano, un po’ cristiano, un po’ più vecchio della lavastoviglie e pure buffi gruppi di inglesi a mollo nella piscina, non curanti del mare a pochi passi da loro.
Anziani inglesi coccolati da minigolf e discutibile musica dal vivo, per cui non ho sfruttato come avrei voluto il tostapane.
Inoltre si potevano scorgere rari gruppi di francesi terrorizzati da cacche di cane, che ripetevano in modo ossessivo “oh une merde!” “merde merde” “mon dieu une merde” “hiii merde”.
E poi piastrelle, piastrelle su piastrelle.
E poi ancora piastrelle.
E piastrelle.
Azulejos, per la precisione.
Ho passato qualche ora a cercare di ridisegnare l’intrico geometrico delle azulejos a Siviglia, senza ottenere risultati esaltanti.

Poi approdammo a Gibilterra.
Terra di inglesi che non hanno capito di trovarsi di fronte all’Africa, e come punto di ristoro costruiscono chalet in legno con volpi imbalsamate e paioli di rame, ignorando la temperatura rovente e i costumi locali.
gibilterra_1
Terra (piccola terra, sperone di roccia) popolata da feroci macachi mangia merende, macachi veri s’intende, non è un termine dispregiativo per indicare qualche ingordo dispettoso. Fate attenzione, con le loro lunghe braccia  e il temuto pollice opponibile si divertono a lanciare la cacca sui turisti!
Per non parlare dei gabbiani scostumati che vi ridono dietro – e sopra –  le spalle con uno stridulo “AH AH AH AH AH   AH   AH   –  AH – AH”.

Una coppia micidiale: macachi lancia cacca e gabbiani deridenti.
Anche di questo ho tenuto memoria: potete leggere il drammatico resoconto a fumetti qui.

Da far accapponare la pelle!
Di peggio c’è solo realizzare che l’aeroporto è uno spazio multifunzione: gli aerei e le macchine se lo spartiscono in armonia e giustizia.

Non dimenticate, se passate a Gibilterra, di percorrere un lungo tunnel scavato dagli inglesi alla fine del 1700 -durante il Lungo Assedio, durato quasi 4 anni – e immaginateveli combattere contro gli spagnoli con le armi micidiali di cui già disponevano al tempo: porridge ammuffito. Dal canto loro gli spagnoli, ne sono sicura, rispondevano con i dolci più insani delle loro cucine: churros fritti con olio piccante e intinti nel cioccolato rovente.

Lasciando Gibilterra al suo triste destino di posto di montagna di fronte all’Africa, vorrei spendere due parole per la collina ambiziosa.
Nelle vaste terre verso Siviglia, in cui non si incontrano case, nè supermercati, nè fabbriche ma solo ulivi a perdita d’occhio e dolci declivi, viveva una collina che voleva essere una montagna.
L’ho vista con i miei occhi.

Le sue sorelle vivevano senza grandi slanci, rassegnate e felici della loro vita di colline in mezzo al verde, siamo colline andaluse, la nostra vita è sempre stata questa, dicevano.

E poi arriva LEI: la collina che non ci sta.

Parte in sordina, sembra una collina come le altre, non sale molto ma nemmeno si arresta, salicchia, direbbe qualcuno. E poi BUM!

Roccia nuda, scostumata, verticale!
Mi pare ancora di sentire la risata “ahahahahahhaha! Sono una roccia vaffanculo a tutti! Sono una montagna, non una collina! Non sono come queste povere collinette qui intorno ahahahah! Sono una roccia, una roccia, una roccia!”

E giù risate su risate. La collina ambiziosa è particolarmente allegra. Se vi capitasse in incontrarla non ditele mai  “ciao collina!” “che bella collina” o “mi sembri una collina”.
Potrebbe franarvi addosso dalla rabbia.

Mi immagino il processo di montagnizzazione: “gne gnec gnec sono una collina – aria innocente – gnec gnec gnec vado su tranquilla – aria dimessa” e all’improvviso con voce baritonale “WAHAHHAHAHAHA sono una roccia una roccia una rocciaaaaa! Tremate idioti! Inchinatevi alla montagna!

Si sa che l’altezza dà alla testa.
collina

Se doveste capitare in Andalusia tenete a mente questi appunti, potrebbero salvarvi dai macachi, evitare di farvi umiliare dai gabbiano e insultare una collina permalosa.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. zonerrogene ha detto:

    Gli elettrodomestici d’appartamento sono elettroaddomesticati?
    Alex

    1. asabbri ha detto:

      Esattamente, vedo che hai colto lo spirito dell’elettrodomestico d’appartamento.

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