Il cavaliere del secchio e la fantasia secondo Dante

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In questo ponte del 1 novembre (in cui un simpatico venerdì di festa si portava dietro anche il weekend) sono tornata all’ovile, durante le mie belle 6 ore di treno ho avuto modo di leggere, sottolineare, segnare le cose interessanti, disegnucchiare, pasticciare. Sono state 12 ore ben spese devo dire (contando l’andata e il ritorno).
Un po’ di tempo fa ero approdata da Zelda (mi piace cosa dice e come lo dice, le sue annotazioni sui libri, la leggerezza con cui scrive di ogni argomento e la semplicità con cui ci offre spunti e riflessioni colorate e belle) e avevo letto i suoi consigli di lettura tra cui le Lezioni Americane di Calvino. 
Che dire? Amore a prima vista. Tantissimi spunti di riflessione, autori da leggere, pagine da rileggere in altra ottica, cose su cose su cose che non sapevo (vabbè non che ci voglia molto :D). Per un libro così piccino tante informazioni, tanto stupore, tante altre pagine da leggere! Che meraviglia!
Nelle Lezioni Americane troviamo 6 lezioni che Calvino doveva tenere all’Università di Harvard sui concetti cardine della scrittura, 6 proposte  per il nuovo millennio (ormai arrivato). Ogni concetto viene spiegato, affrontato, raccontato utilizzando gli scritti dei più disparati scrittori, passando dalla Bella Addormentata a Leonardo da Vinci, da Dante a Kafka con la chiarezza e la semplicità che contraddistingue Calvino.
Un piccolo gioiello.
Nella lezione sulla LEGGEREZZA, tra i vari esempi, si parla anche di un racconto brevissimo e surreale di Kafka “IL CAVALIERE DEL SECCHIO”, chi ha voglia di leggerlo può trovarlo qui. La leggerezza viene materializzata nell’immagine del secchio volante, così vuoto dalla penuria di carbone da diventare una cavalcatura, mezzo per spostarsi in una città ghiacciata ma troppo leggero per scendere al livello del carbonaio e ottenere il carbone per non morire di freddo. Il racconto non è disperato ma la storia che narra sì. Non usa parole pesanti, atmosfere cupe o lunghe introspezioni,ma non possiamo ignorare il dramma del freddo. Ricama immagini e speranze con la leggerezza che solo un secchio volante può avere.

Me ne sono innamorata, già nella mia testa si affollavano immagini di quest’uomo a cavallo del suo secchio, leggerissimo e tremante per il grande gelo. Vedevo il carbonaio nella sua cantina calda, piccolo, piccolo e sordo. La moglie crudele e calcolatrice. L’ho immaginato tutto, parola per parola, anche se è brevissimo ma ha una potenza evocativa enorme! Credo lo ripercorrerò con un bel foglio e un carboncino, in onore al carbone tanto agognato dal protagonista.
Per ora mi sono schiarita le idee con un piccolo disegno colorato a pennarello…
cavalieresecchio_bassa

E tra una pagina e l’altra sono anche arrivata alla mia frase preferita, mio cavallo di battaglia: “la fantasia è un posto che ci piove dentro”.
Lascio perdere il discorso di Dante e la domanda “da dove viene questa pioggia?”
e mi crogiolo nella meraviglia di queste lezioni americane.
fantasia

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