Tempo di bucato

il

giganteUltimamente faccio un gioco, lo chiamo “Gli intrusi”: quando sono a zonzo, corro, cammino, immagino delle cose (si come i pazzi e parlo pure da sola, in genere uso la scusa di parlare al cane per sembrare leggermente più normale) e le disegno mentalmente usando come supporto il grande foglio della realtà, che non è bianco ma è  ben colorato e dà sempre molti spunti.
Per completare quest’attività utile a tutto il genere umano faccio una foto al “foglio di realtà” che mi serve (per una volta un buon utilizzo di uno smarthphone, non solo scatti con la bocca a culo di gallina nel bagno :D) e arrivata a casa ci scarabocchio sù.

La settimana piovosissima e fredda in cui siamo incappati (sto girando in casa con le coperte di pile e siamo al 3 giugno!)  mi ha dato uno stimolo per disegnare moooolto sulla realtà, che diciamolo, in questi giorni fa un po’ cagare!
Acqua, pioggia, pioggia e acqua! (e freddo)
Così per sopravvivere ho lavorato intensamente di fantasia, ed è stata la conferma alla mia frase preferita:
“La fantasia è un posto dove ci piove dentro”

Tutta quest’acqua mi è penetrata anche nel cervello facendo qualche cortocircuito.

Però, nel bel mezzo di un weekend non proprio rilassante, non proprio bello e anche un po’ preoccupante, un weekend che sa di mela cotta e minestrina, è apparso il sole!
Sono andata a correre, meglio forse dire ad arrancare – col canide che sfrecciava veloce vicino a me, ricordandomi che la corsa è una cosa per quadrupedi leggeri come lui – gongolando per quella tiepida carezza. Ed ecco tutt’intorno persone a passeggiare, a lavare macchine, a stendere i panni, stanate da quel po’ di calore che dovrebbe essere la norma a giugno.
Corro lungo una bella strada sterrata, con bei casolari e pini marittimi, coltivata a colza e fave, ed ecco materializzarsi il gigante delle belle giornate, intento a stendere i suoi vestitini fra la vegetazione!
Noto con un certo raccapriccio che possiede un paio di calze gialle a pois.
All’inizio pensavo che il gigante vivesse dentro la pancia di qualche collina, ora non ne sono più così sicura, è troppo pulito, al confronto ho le scarpe molto più infangate io che vivo in una casa di mattoni e cemento (come i tre porcellini). Credo viva su una grossa nuvola e vada sù e giù con una scaletta a pioli. Ha delle mani piccine, sproporzionate per la sua grande mole e modi delicati, non mi stupirei vedendolo cogliere fiorellini con estrema cura.
Quindi ho catturato il foglio che mi serviva et voilà, che il gioco abbia inizio.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. laura ha detto:

    meravigliosa!!! 🙂
    chissà perchè il gigante me lo immaginavo col pizzetto (sarà il cugino?)

    1. asabbri ha detto:

      anche io lo immaginavo con un po’ di barbetta, credo faccia più gigante, poi mi è venuta questa faccetta sbarbatella!

      1. laura ha detto:

        magari è il figlio adolescente di quello che immaginavamo!!! 😀

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