Le piante grasse se ne infischiano

il

dannunzio

Piove da giorni in modo feroce e non parliamo di simpatici temporali primaverili ma di tristi piogge autunnali.
Questa mattina, aprendo le finestre di casa mia, ho trovato la desolazione: il giardino battuto dalla pioggia era ridotto a una grande pozza di fango, la rosa spiumata dalle gocce feroci con i petali color rosa sparsi a terra e il cielo di un bianco/grigio il cui sottotitolo era “torna subito a letto baby”. Ma l’elemento più pesante per l’avvio della mia giornata è stato la bestia: Otto il canide che, nella sua classica posizione a palla, si è rifiutato di mettere anche una sola zampa a terra, ben consapevole della temperatura e pioggia esterna, senza nemmeno esserci stato. Mi ricorda quelle statuine che, specie negli anni ’80, si portavano in dono a qualcuno dalle vacanze: quelle che si colorano leggermente di azzurro col bel tempo e di rosa col brutto (o viceversa), a casa mia era il regalo più ambito, oltre alle bambole vendute inscatolate provviste di grembiulino con ricamato o stampato il nome del posto. Essendo quasi sempre stati in vacanza sulla riviera ligure, di levante, a casa avevamo tutte bamboline liguri. Mi hanno sempre fatto un po’ pena con quei capelli posticci, le lunghe ciglia finte e i vestiti ingombranti, il tutto stipato in cilindretti di plastica.
Per ritornare al canide statuina da vacanza, per lui non si può parlare di un cambiamento di colore ma di comportamento: se c’è brutto tempo non si srotola, non cammina e non mette il naso fuori, se proprio deve lo fa con lo spirito del condannato a morte, strisciando le zampe; se il tempo è bello saltella come una molla famelica di cibo.
Ma in tutto questo delirio meteo, questo “brutto male” da brutto tempo, c’è qualcuno che se ne frega: è la pianta grassa di quelli di sopra che risiede nell’area comune, questa sfacciata, infischiandosene di tutto – pioggia, freddo, ferocia – si è messa a sbocciare proprio nel bel mezzo della tempesta.
Non un fiore discreto, un fiore enorme, grandissimo e coriaceo come solo i fiori delle piante grasse sanno essere.
Un grosso fiore resistente che se frega degli agenti atmosferici.
Piovesse pure che lui se ne strafrega allegramente.
Questo ho pensato passandoci davanti, ieri era ancora lì lì a tentennare, chiuso, per poi sbocciare questa mattina, a sfregio del tempo e dei cani poltroni.

Altri strani eventi sono accaduti oggi, ho visto un animale di peluche, per la precisione un leone in una rotonda. Non ci sono più gli animali di una volta, ora le rotonde sono affollate di animali di peluche.
Cosa è rimasto dei possenti leoni che affollavano sicuramente il Centro Italia non poco tempo fa?
Se li saranno sbranati tutti loro gli  Etruschi. Piccoli leoni peluche affamati che rodono uno dopo l’altro gli antichi abitanti dell’area.

E poi l’amore, l’amore, è sempre stato così difficile?
Anche al tempo degli etruschi sbranati era così complicato, tortuoso, pieno di lamentele e di pozze di paure?
Basta girarsi intorno per vedere quanto la gente fatichi a stare insieme, e non parlo dei fidanzatini da una volta la settimana o nell’entusiasmo dei primi mesi, parlo di chi si spezza gli anni insieme, di chi lotta dalla stessa parte, di chi considera i problemi dell’altra persona i suoi, chi litiga e si insulta ma non se ne va di casa, non va al bar, non va a passeggiare ma ti rimane davanti per risolvere la cosa, chi deve far fronte ai feroci peluche leoni insieme, che non possono salutarsi e risentirsi qualche giorno dopo, quando la tempesta è passata.
(Sto diventando smielata…)
L’amore è roba difficile, materiale scottante e per maneggiarlo servono i guanti giusti e la determinazione giusta (e lo stomaco giusto :D), è roba da eroi che lottano per difendere un piccolo posto caldo che si sono creati insieme, è fragile, basta che uno dei due si allontani perché quel piccolo posto caldo diventi Siberia.
E da soli non si riesce a scaldare nulla, addio posto caldo.
Mica c’è il microonde per  amori monoporzione, da consumare da soli!
Bè per il sesso c’è ma, per quel che riguarda i sentimenti, non c’è sexy shop che possa aiutarci!

E non si confonda l’amore con la dedizione suicida di qualcuno che ha BISOGNO dell’altro. I Kamikaze amorosi, quelli che devono cercare l’essere umano più stronzo possibile da sopportare (credo per dare uno scopo all’esistenza) non possono essere classificati negli eroi portatori di amore sano.

Bè vi auguro di essere portatori sani di amore, potreste essere terribilmente felici.

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