Di tutto un po’

maggioCC
Se a marzo si dice di una giornata che è tipica “marzolina” per una di maggio che diventa? “giornata maggiolina”?
Mi sembra non fili molto, mi fa venire in mente un giorno portato a spasso da un vecchio maggiolino, con sopra la testa solo il cielo blu. E ci credo che non fila molto, mica per colpa del maggiolino, ieri c’era nebbia e pioggia, pioggia e nebbia (per evocare un celebre canto di chiesa “nebbia e freddo, giorni lunghi e amariiiiiii” 😀 nonostante non segua una messa da circa 15 anni alcune canzoni si sono impresse in modo indelebile nella mia capoccia), la cosa non fila perché oggi sono 10 gradi! Pochi direi, non rientra nelle giornate maggioline!
Lo so che questa conversazione l’avete già affrontata con amici e parenti, dal macellaio e al parco e pure con la vecchietta del 3° piano, considerate questo spazio come la vostra tromba delle scale, il disimpegno di casa, il pianerottolo dove chiaccherate col vostro migliore amico, prima di levarvi dalle palle e tornare a casa.

Saltando di palo in frasca vi comunico che ho finito di leggere un bel libro ieri “Io sono un gatto” di Soseki, molto bello ma finito in modo fastidio. SGRUNT!
Mi tratterrò dal dire altre cose che potrebbero farvi intuire il motivo del mio disappunto.

“Basta andare al mare per capire per quale motivo fare una nuotata giovi alla salute. In quell’immensità liquida c’è una quantità innumerevole di pesci, ma nulla prova che uno di loro sia mai caduto malato o abbia mai dovuto consultare il medico. Tutti nuotano beati in piena salute. Nel caso si ammalino, non riescono più a muoversi e di conseguenza vengono a galla, sempre. Per questo si dice che la morte dei pesci è un’ascensione mentre quella degli uccelli è una caduta; quanto agli uomini, se uno di loro passa a miglior vita si dice semplicemente che è crepato.” (Io sono un gatto – soseki)

Il libro è stato scritto nei primi anni del 1900 (1905 per l’esattezza) durante il passaggio dall’era Edo a quella Meiji, momento in cui il Giappone inizia a fare grandi passi verso l’occidente e un vivere moderno, dentro c’è tutta la curiosità verso l’altro, citazioni di autori inglesi convivono con citazioni di autori giapponesi, classici greci e leggende orientali, ammirazione e critica verso l’occidente;  la confusione delle persone un po’ in kimono e un po’ in giacca, cravatta e bombetta (credo anche coi pantaloni in abbinamento con la giacca), sospese tra il vecchio e il nuovo, con una nuova consapevolezza di sé, spinti verso l’individualismo e la realizzazione personale, che non sempre coincide con la felicità, la nostalgia del loro vecchio mondo più rassicurante ma anche più rassegnato. Le donne iniziano a studiare e quindi ad accumulare Sapere e – una volta arricchite di un bagaglio culturale – a pretendere e guardare verso la realizzazione pure loro. Un libro moderno, ironico, che si legge bene e che lascia tante piccole riflessioni per strada, da raccogliere e far germogliare, grazie alla curiosità di un gatto senza nome.

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One Comment Add yours

  1. meo..... laura ha detto:

    mi piace il……….maggio a cazzo di cane…….
    è si tra acqua , freddo e lavori in casa cavolo lo è davvero a cazzo di cane……
    va’ bè leggiamo un bel libro che è meglio………..meo

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