Riflessioni di corsa

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Non credo ci sia carenza di riflessioni sul web: sul mondo, sulla vita, sul sonno, sull’amore, sul lavoro, riflessioni proprie, nuove, di seconda, di terza mano e così via.
Anche io rifletto ogni tanto 😀 e per immenso raccapriccio ogni tanto lo scrivo pure qui.
Ieri correvo e si sa che la corsa stimola endorfine e riflessioni e anche un bel “chissenefrega” alla fine.
E insomma sono ripassata da una strada che era un po’ che non percorrevo, ultimamente opto per una strada sterrata dove il mio canide può correre libero e svolgere le sue funzioni da cane da esterni senza guinzaglio, in questo momento poi è piena di fiori gialli, tantissimi fiori gialli tanto da sembrare una strada gialla.
Però è pure costellata di buche, così tante che le macchine la schifano, così profonde che sembrano il frutto di un bombardamento, correndo le salto agile come una gazzella morente.
Purtroppo con la pioggia la strada gialla diventa un gradevole stagno, una simpatica riserva di prezioso fango, così ho optato per la vecchia strada che facevo quest’inverno, bella ma non così gialla.
Ebbene, capisco che tutto questo non sia chissà che da raccontare e fin qui non c’è nemmeno l’ombra di una riflessione ma ci stiamo arrivando. Questa strada è stata stravolta in modo prepotente dalla primavera. Gli alberi  sembrano sporgersi da un ipotetico balcone, sembrano spingersi l’un l’altro per vedere qualcosa in mezzo alla strada (a voler essere poetici).
Ai lati l’erba non tagliata è alta un metro e ogni sorta di fiore, di piantina, piantucola (e credo anche biscia) reclama la sua parte. Ognuno sembra voler il suo raggio di sole. Queste piante a primavera sono proprio prepotenti.
Così correndo trovo acacie inferocite ed è incredibile quanto siano vanitose le acacie, sembrano delle donne agghindate a festa il giorno di Natale per andare in chiesa! Tutti quei fiori che scendono a cascata! Che piante poco discrete, che sfacciate! Riempiono l’aria del loro profumo. (Devo confessare che l’estate mangiucchio sempre i loro fiori, in realtà solo la parte del nettare che è zuccherina, è una vecchia abitudine…)
Se fossero un font sarebbero sicuramente qualcosa di lezioso e molto fronzoluto, un po’ stucchevole che si può utilizzare solo per i titoli. Quei font che si usano solo per le partecipazioni che per leggere i nomi bisogna mettersi d’impegno (come dice Brignano).
Per contrasto c’erano anche molti alberi di noce, quanto sono belli!
Imponenti senza essere fastidiosi, come un uomo di poche parole, senza aver bisogno del vestito buono per farsi notare. Con le foglie  lineari, il tronco chiaro, senza troppi contorcimenti, un SANS SERIF sicuro.
Direi un HELVETICA BOLD, elegante senza una linea di troppo.
E poi gli alberi di sambuco che ora hanno quei grossi fiori piatti, delle padelle, sembrano dei  venditori di piatti di porcellana bianca alle fiere di paese.
Mio padre sostiene che quei fiori si mangino benissimo fritti ma lo dice anche della maggior parte dei fiori che incontra quindi non saprei…

Insomma riflettevo se era possibile associare un font ad ogni pianta.
Magari ci provo, pian piano…

stradagialla
polpi

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. itacchiaspillo ha detto:

    Beeeellooo! E ne uscirá un disegno con font che riproducono piante?

    1. asabbri ha detto:

      Chissà se esce qualcosa! Vedremo 😀

      1. itacchiaspillo ha detto:

        e allora aspettiamo! 🙂

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